Un tema antico ma sempre attuale: il ricordo.
Il ricordo di un amore nato sulla spiaggia di Vasto durante l’estate.
Il ricordo di un amore finito che torna all’improvviso e colpisce con forza inattesa.
A volte bastano le prime note di una canzone che non si ascoltava da tempo. Da quel tempo…e nella mente si ricompone l’immagine del volto amato, col quale si credeva di aver chiuso per sempre. Ma il ricordo, improvvisamente liberato, fa affiorare la la struggente nostalgia per quella ragazza incontrata in un giorno solare sulla spiaggia di Vasto Marina.
La nostalgia, le note di una canzone… per ritornare con la memoria a quel passato, con la consapevolezza dell’illusione, del gioco con la fantasia.
Nostalgia
Inesorabili
scorrono gli anni.
Nostalgici ricordi m’assalgono.
Vorrei fermare il tempo,
rivivere dei momenti ormai passati, a Vasto.
(Laviniano)
Paese mio
Il pensiero torna
alla casa natia
alla mia gente
temprata
dalla miseria,
ma ricca
di calore umano.
Tutto era bello,
tra voci
e sguardi limpidi
tutto era buono.
Nell’atmosfera
di incanto
rivivo la gioia,
le immagini di tempi andati.
(Nicola Bottari)
Sotto il mio campanile
Mi ridà tempra questo caro intrico
di vicoletti, viuzze e di piazzette
che sveglia la memoria in un antico
vociar di bimbi e di dolci nonnette.
Fette di cielo azzurro, un muro amico,
la finestrella senza più violette
e su, che svetta, il campanile aprico,
a ricordare l’ore benedette.
Tra spicchi d’ombra e sole m’incammino
fra quelle primavere, estati e inverni
e in questo freddo autunno mi trascino
fin qui, tra questi miei muri paterni,
a rinvenir vigore di bambino,
per mitigare al cuor rancori e scherni.
(Osvaldo Santoro, poeta vastese)
La nostalgia ci fa ricordare ciò che abbiamo amato ma non ci appartiene più.
Si dice che la nostalgia sia un voler ritornare in un determinato luogo e indietro nel tempo che abbiamo già vissuto. Ma il tempo è irreversibile!
La nostalgia si contrappone alla speranza, perchè evoca situazioni passate, però entrambe hanno come baricentro il tempo: il tempo passato, per la nostalgia; il tempo futuro, possibile, per la speranza.
Nella poesia ”A Zacinto”, Ugo Foscolo ripensa con nostalgia al luogo natio dal quale è lontano e lo identifica un tutt’uno con il corpo della madre. Infatti si rivolge alla propria patria (Zacinto) con le parole ”o materna mia terra”.
A Zacinto
Né più mai toccherò le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell’onde
del greco mar da cui vergine nacque
Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l’inclito verso di colui che l’acque
cantò fàtali, ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.
Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra; a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura.
(Ugo Foscolo)
Allora
Allora… in un tempo assai lunge
felice fui molto; non ora:
ma quanto dolcezza mi giunge
da tanta dolcezza d’allora !
Quell’anno! per anni che poi
fuggirono, che fuggiranno,
non puoi, mio pensiero, non puoi,
portare con te, che quell’anno !
Un giorno fu quello, ch’è senza
compagno ch’è senza ritorno;
la vita fu vana parvenza
sì prima sì dopo quel giorno !
Un punto ! … così passeggero,
che in vero passò non raggiunto,
ma bello così, che molto ero
felice, felice in quel punto !
(Giovanni Pascoli)
Passaggio notturno
Giace lassù la mia infanzia.
Lassù in quella collina
ch’io riveggo di notte,
passando in ferrovia,
segnata da vive luci.
Odor di stoppie bruciate
m’investe alla stazione.
Antico e sparso odore
simile a molte voci che mi chiamino.
Ma il treno fugge. Io vo non so dove.
M’è compagno un amico
che non si desta neppure.
Nessuno pensa o immagina
che cosa sia per me
questa materna terra ch’io sorvolo
come un ignoto, come un traditore.
(Vincenzo Cardarelli)
Traversando la Maremma toscana
Dolce paese, onde portai conforme
l’abito fiero e lo sdegnoso canto
e il petto ov’odio e amor mai non s’addorme,
pur ti riveggo, e il cor mi balza in tanto.
Ben riconosco in te le usate forme
con gli occhi incerti tra ’l sorriso e il pianto,
e in quelle seguo de’ miei sogni l’orme
erranti dietro il giovenile incanto.
Oh, quel che amai, quel che sognai, fu in vano;
e sempre corsi, e mai non giunsi il fine;
e dimani cadrò. Ma di lontano
pace dicono al cuor le tue colline
con le nebbie sfumanti e il verde piano
ridente ne le pioggie mattutine.
(Giosuè Carducci)
La nostalgia ci pervade quando gli affetti, le passioni, non possono esprimersi nel presente.
La nostalgia è il sentimento del tempo perduto, inafferrabile, in particolare quello dell’infanzia e l’adolescenza, se sono state felici. Allora si ripensa alla magia di quel periodo.
Ma non c’è rimedio. La nostalgia, la poesia con l’incanto delle sue parole, non possono restituire ciò che è perduto.
Tutto rimane solo
nel libro della vita
sotto forma di ricordi
che si rincorrono e si confrontano
tra passato e presente.
Ricordi che rivivono
nell’anima e nel cuore
con struggente nostalgia
ombre fuggevoli,
erranti nell’eternità.
(Angelo Del Moro)
