
Anni fa ero con mio fratello ad aspettare l’autobus per tornare a casa dal mare. Una coppia del nord aspettava con noi e d’un tratto la signora s’accorge di un particolare del biglietto: “Comune della Città del Vasto”.
La coppia inizia a discutere: quel ‘Città del Vasto’ suonava strano…Un errore? Impossibile! Allora ripassano tutte le città per trovare un’analogia. La signora non resiste e chiede: “Scusate, ragazzi…Sapete dirci perché qui c’è scritto ‘Città del Vasto’ e non ‘Città di Vasto’?”.
Qualcuno lo sa?
Al margine dell’indovinello da quattro soldi (spero…), il ricordo continua. Alla fine della nostra spiegazione e di varie digressioni erudite (ci piace a parla’…), arriva l’autobus e la signora ci fa i complimenti. “Magari tutti i giovani conoscessero la storia della loro città come voi!”
Io devo ringraziare la mia maestra delle elementari: per noi ‘Storia di Vasto’ era una sottocategoria di ‘Storia’…e per fortuna!
Perché dico tutto ciò? Perché oggi che Vasto è più grande e meta d’immigranti, la storia della nostra città dovrebbe essere insegnata e valorizzata. A fini turistici, come si sta facendo per esempio con il Toson d’Oro, ma non solo. E soprattutto non ci si fermi al dato storico: le tradizioni sono la nostra storia e la nostra cultura, riscopriamole e difendiamole!
Non si tratta di provincialismo, ma di cultura…E anche un po’ d’orgoglio, perché no?
-A proposito, non vi è mai capitato vedere qualcuno giustificarsi delle proprie origini? Tipo: “Sono di ****, ma non ci torno mai…”, o “…ma vivo a **** da molto”, etc…Che triste!-
PS: Faccio onore al mio nome e aggiungo una parentesi sul Toson d’Oro. Il riconoscimento, che si concretizza in un medaglione, è sfoggiato dall’erede al trono di Spagna, principe Felipe, in tutte le occasioni ufficiali.
