S’è detto e s’è ripetuto ed è giusto: la pluralità d’informazione è una risorsa, è una fortuna e una manna per la vita politica e sociale di una città. Siamo fortunati, in città non manca gente volenterosa e capace che ha creato e coordina giornali, fogli, siti internet, etc. A parte l’importanza di avere un’informazione fresca e plurale, fa piacere anche constatare la vivacità intellettuale e politica della nostra città, forse socialmente un po’ meno attiva.
Siamo dei privilegiati e se pensiamo all’informazione come ad una merce e a Vasto come il suo mercato, capiamo subito l’importanza della quantità: la ‘concorrenza’ diminuisce il costo dell’informazione e ne aumenta la qualità…Hmm…hmm…ehm…Neanch’io ci credo!
Nei giorni del Vasto Film Festival, non ero a Vasto. Non ho vissuto le notti cinematografiche vastesi e sinceramente non riesco a capire se è stata una buona manifestazione, se l’organizzazione è stata all’altezza, se la gente s’è divertita…Ho letto! Ho letto tutto quello che s’è pubblicato e sinceramente non so a chi credere: flop, successo, spreco, tradizionale, nuovo, popolare, colorato…A chi devo credere?
Non è facile capire cosa leggiamo: opinioni o informazioni? Liti o argomenti interessanti per i vastesi? Ci stanno addottrinando o ci stanno informando? Vastese addomesticato o vastese informato?
