Riporto questo articolo apparso su ‘Qui Quotidiano’ del 4 Ottobre 2007. Bisognerà aspettare la votazione degli emendamenti presentati e vedere quale sarà l’effettiva portata delle modifiche: ci sono obrori ormai approvati o costruiti e nessuno potrà rimediare.
La limitazione, anche forte, dell’edilizia è un buon punto di partenza per avviare un piano urbanistico serio che tenga conto delle reali esigenze abitative di Vasto, dell’ambiente e sviluppi armonicamente la nostra città. Non è una cosa dell’altro mondo.
EDILIZIA, SI CHIUDE
Presentata ieri in Consiglio comunale la nuova normativa tecnica di attuazione del Piano Regolatore Generale. Come ci si aspettava, il quadro che fornisce è quello di un blocco pressoché totale di ogni attività edilizia a Vasto. Ciò che il Piano Regolatore Tagliente aveva, magari anche ampiamente concesso, e cioè la possibilità di edificare dopo trentacinque anni di paralisi edificatoria, venendo incontro alle aspettative di tanti piccoli proprietari, la nuova normativa invece si riprende a tutto svantaggio soprattutto di questi piccoli risparmiatori. Emblematiche a questo proposito le dichiarazioni dell’assessore Anna Suriani, la quale ha confermato questa volontà dell’Amministrazione Lapenna. Michele Notarangelo, Manuele Marcovecchio e Giuseppe Tagliente intervenendo hanno contestato, presentando unitamente agli altri consigliere del centro destra ben 150 emendamenti, il tentativo da parte della Giunta comunale di far passare come una semplice variazione normativa ciò che è invece una vera e propria variante al PRG, che non mancherà di produrre, come si diceva, effetti negativi. L’esame del provvedimento è alla fine stato rinviato ad altra seduta per l’esame degli emendamenti dell’opposizione.
