L’agricoltura, in tutto il mondo, è sempre stato un pilastro economico fondamentale per le popolazioni: lo sviluppo industriale che ha supportato negli anni la crescita economica delle odierne potenze mondiali, ritrova le proprie radici in una grande vitalità nello sviluppo agricolo.
Soprattutto nell’Europa post bellica, il mondo rurale è stato il trampolino per una ripresa economica tale da poter garantire la sussistenza dei Paesi martoriati dal secondo conflitto mondiale. In questo periodo storico possiamo individuare una grande attività di ricerca mirata ad aumentare e migliorare le produzioni agricole primarie, legumi, verdure, ma soprattutto grano per pasta e pane. La prime azioni intraprese miravano a preservare il raccolto contro le malattie e gli insetti dannosi, utilizzando dosi sempre più crescenti di ‘veleni’ a causa della progressiva resistenza che gli agenti patogeni (insetti e funghi, principalmente…) manifestavano.
Sono passati anni prima che l’indiscriminato uso di sostanze tossiche cominciasse a far riflettere gli addetti ai lavori sulle possibili disastrose conseguenze sull’ambiente e sulla salute dell’uomo.
Basti pensare che il DDT, uno dei maggiori principi attivi utilizzati nelle disinfestazioni di frutteti, peraltro molto simile al principio attivo utilizzato nei lager nazisti, è stato rinvenuto in tracce nei ghiacciai del Polo Nord insieme ad altri inquinanti. Alla luce di queste problematiche negli anni la ricerca si è dedicata a trovare strade alternative che parallelamente all’intento di aumentare e migliorare la produzione di derrate alimentari ed animali preservasse anche la salute dell’uomo e dell’ambiente.
I risultati ottenuti sotto quest’aspetto sono stati molto incoraggianti e si è arrivati a risultati di tutto rispetto. Grazie a questo iter possiamo finalmente parlare di “agricoltura biologica”. Questo termine è attualmente sulla bocca di tutti ma poche persone ne conoscono davvero il significato.
Volendone dare una definizione didattica, possiamo dire che per agricoltura biologica si intende “quell’insieme di metodologie di produzioni di derrate alimentari, vegetali o animali, che rispettano l’ambiente e la salute dei consumatori” (Lotta biologica; M.Ferrari, E. Marcon,A. Menta: Ed. Calderoni ed agricole).
Alla luce di questa filosofia del salvaguardare l’ambiente e la nostra salute, l’agricoltura biologica ha preso velocemente piede nelle pratiche agronomiche seppure con qualche difficoltà. Rimandando in altra sede la discussione sull’insieme di norme per la produzione biologica e delle sue peculiarità tecniche, facciamo un salto in avanti direttamente al consumatore, chiedendoci:
Le produzioni biologiche (frutta, verdura, confetture, uova, latte…) garantiscono sempre una sicurezza dal punto di vista della salute del consumatore? Una domanda senz’altro legittima poiché i prodotti biologici vengono immessi sul mercato a prezzi più alti dei medesimi prodotti da agricoltura convenzionale. Un recente studio riportato dalla rivista ALTROCONSUMO a servizio del consumatore ha messo in risalto un’amara realtà!
Spesso i cibi biologici, pur garantendo una salvaguardia ambientale, non necessariamente sono salutari per i consumatori. Cos’è che si rompe quindi in questo affascinante scenario? In effetti l’insieme delle norme che disciplinano l’agricoltura biologica consente l’uso di sostanze naturali per combattere gli insetti dannosi e le malattie fungine per salvaguardare l’ambiente, ma queste sostanze non garantiscono una efficacia totale nella lotta a questi piccoli e dannosi nemici: senz’altro dal punto di vista dell’efficacia, sono inferiori ai prodotti convenzionali!
Questo può far si che al momento del raccolto il prodotto biologico è stato seguito con dedizione dal punto di vista della coltivazione, ma può conservare qualche sorpresa. Il problema più ricorrente sono la presenza di micotossine, delle tossine prodotti da funghi che non sono stati eliminati del tutto dalla pratica biologica.
Spesso sentiamo dire: “ah, io mangio la frutta senza lavarla perché non ho fatto trattamenti…”
NIENTE DI PIU’ SBAGLIATO!!
Proprio per il fatto di un mancato intervento fitosanitario, spesso può accadere che dei funghi “pericolosi” possano pullulare sulla buccia di un frutto o sulla nostra insalata biologica. Un articolo comparso su ‘Il Centro’ di Domenica 26 agosto 2007, mette in evidenza il risultato di una ricerca sviluppata da un’associazione di consumatori. Ebbene dalla ricerca si evince che in molti prodotti biologici sono state riscontrate più micotossine e grassi di scarsa qualità come nei cibi tradizionali!!
Si può definire sconcertante una rivelazione del genere? In un certo modo si, poiché dai cibi biologici ci aspettiamo ingredienti diversi essendo considerati più sani e perché sono più cari!
Dov’è il problema allora? Analizzando la situazione si può arrivare a credere che il problema sia nel controllo. Le società che aderiscono all’agricoltura biologica sono seguite da enti di controllo che dovrebbero garantire la genuinità del prodotto finale.
Questi enti spesso però sono proprio pagati dai produttori, non è difficile capire ,quindi,che ci sia qualche falla nella filiera di controllo. I controlli dovrebbero essere casuali ed improvvisi, dubito tuttavia che vada sempre così. Qual è , dunque, una soluzione possibile?
Sarebbe opportuno da parte dello Stato aumentare i controlli sui produttori biologici, e fornire maggiori informazioni su tutta la filiera che deve seguire il prodotto, dalla produzione alla tavola dei consumatori.
Una considerazione finale: negli ultimi anni la produzione di prodotti ‘bio’ è aumentata, così come è aumentata la superficie a biologico. Questo è uno scenario che sta attraendo nel settore anche la grande industria: questo è un problema, poiché può comportare un ulteriore assottigliamento nel controllo che, allo stato attuale, è sotto la responsabilità di 15 enti autorizzati, ma indipendenti dal Ministero della Salute.
Concludendo, i prodotti biologici sono buoni e fanno bene, ma spesso perdono le proprie peculiarità poiché non vengono portati sulla tavola del consumatore come dovrebbero.
Biologico, dunque, si, ma dei piccoli produttori di fiducia!!!!!!
