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Norme tecniche del p.r.g. o nuovo p.r.g?

Vorrei tornare sulla questione delle norme tecniche del p.r.g. attualmente in discussione nella nostra città.  Il piano regolatore approvato  a Vasto  durante la gestione Tagliente, è stato da tutti criticato in quanto basato sulla logica clientelare del “un pezzo di terra edificabile a tutti”. Sicuramente a quel piano regolatore va riconosciuto il merito di aver sbloccato l’edilizia che nella nostra città era paralizzata da tempo…ma purtroppo i meriti finiscono lì. La logica che guida questo p.r.g. è totalmente caotica, eccezion fatta per i quartieri S.Onofrio e PEEP in zona 167 (comprensori C1 e C2, già antecedenti all’approvazione del prg e “riadattati” in questo), permettendo una edificazione a “macchia di Leopardo” senza una graduale espansione e quindi inglobando aree a totale assenza di servizi, con attuale e futuro impatto notevole sulle casse del comune alle prese con gli oneri di urbanizzazione di aree ormai valutabili in Km. Inoltre non esisteva un adeguato studio di utilizzazione del territorio con un ordinato piano delle altezze, delle cubature e delle aree verdi (ad esempio, per intenderci, area scientifico ricca di villette, unifamigliari ecc. compresa tra le enormi cubature della zona PEEP e le alte cubature nel quartiere Frutteto). Senza contare la totale assenza di vincoli nelle zone costiere e nelle aree a dissesto idrogeologico. Perchè allora, nella totale illogicità del piano, ci si impuntava per destinare a verde agricolo (aree V1 e V2) le stabilissime e pianeggianti aree a nord dell’Incoronata? ovviamente la domanda è retorica, sono aree non ancora espandibili, ma la logica contorta che guidava il piano poteva benissimo renderle edificabili….evidentemente pesarono altri fattori. Ma sicuramente la cosa più grave di questo prg è da riferire alla totale assenza di progettualità futura: il piano regolatore, diceva bene Spanish, non deve essere lo strumento della ricchezza effimera del boom edilizio senza scopi (o meglio con lo scopo della speculazione); al contrario il prg deve essere lo strumento sul quale la città può appellarsi nel momento in cui la possibilità di sviluppo la pone di fronte a scommesse che uno strumento lungimirante e flessibile deve permetterle di affrontare.  Ed è proprio questo ciò che rimprovero maggiormente: la mancanza di lungimiranza e la necessità di un “ritorno” immediato, che rappresenta il vero motivo alla base dei danni perpetuati da questo prg.  E gli esempi si sprecano: 1) si parlava da anni della dismissione del tracciato ferroviario, eppure non sono stati messi vincoli; 2) a parole Vasto puntava allo sviluppo turistico, eppure le uniche aree destinate dal prg alla costruzione di alberghi, si localizzavano sulla collina di montevecchio (!!!!) in zone scoscese e poco praticabili, per chi volesse investire, oltre che in dissesto, lasciando aree dove già erano presenti alberghi (zona S.Tommaso-Buonanotte) alla pesante edificazione; 3) localizzazione del nuovo cimitero in area prossima alla zona ricreativa dell’Acqualand e comunque in una zona che fra 30 anni ripresenterà il problema attuale in quanto zona di prossima espansione edilizia; 4) assenza o inadeguata dislocazione di aree destinate alle zone commerciali (aree D2) a servizio futuro della città e dei nuovi quartieri; 5) Mancata progettualità intercomunale con i comuni limitrofi, magari progettando piani di sviluppo comuni di quartieri modello basati sulle nuove idee architettoniche in senso estetico e funzionale; 6) piano della viabilità contorto e inadeguato ad una espansione edilizia di tal genere (modificazione del precedente progetto di 4° lotto dell’histoniense perchè si sono accorti che passava su aree edificabili(!!): risolto con concessione di terre in cambio di aumenti di cubatura… ecc. ecc.; questo e molto altro fa capire molto bene a cosa ci troviamo di fronte. Io a questo punto penso che la modificazione delle attuali norme di attuazione non serva proprio a niente, anzi avrebbe 2 effetti pericolosi: bloccare l’edilizia, nel senso di far mancare alla città in forte sviluppo uno strumento di regolazione territoriale e incastrare l’amministrazione comunale in una miriade di ricorsi che dovremmo pagare noi con le nostre tasche, un autogol clamoroso! La mia proposta è diversa e si chiama variante al prg, una cosa sicuramente più complessa e con tempi più lunghi, ma BISOGNA dotare la città di un nuovo piano regolatore generale!!! E che questa volta sia lungimirante, che riesca a guardare davvero allo sviluppo futuro della città su tutti i campi, prevedendo aree di espansione urbana tese a colmare i gap ora creati e prevedendo infrastrutture adeguate a servizio della città futura. Bisogna puntare su alcuni punti: sviluppo turistico (in tutte le direzioni: alberghiero alla marina, congressuale, archeologico-culturale nel centro storico, religioso, ambientale nelle aree protette, ricreativo), università, nuovo ospedale; bisogna inoltre che ci sia uno strumento capace di far concordare uno sviluppo intercomunale e con il nostro territorio con viabilità adeguata, sviluppo e ricollocazione industriale, grandi progetti per il decollo di un territorio che sta spopolando. E non bisogna dire “intanto si approvino le norme tecniche, poi si passa al nuovo prg”: siete ottimisti se pensate che possa avvenire velocemente; la città rischia di fermarsi ed i ricorsi bloccherebbero ogni possibilità di pensare a qualcosa di innovativo. Il mio è un deciso NO alle modifiche ed un deciso SI al rimboccarsi da subito le mani per pensare e costruire la città del futuro. Che ne pensate?