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Grillo e L'Uomo Qualunque

Fate conto che vi abbia invitato per un dopocena tranquillo. Accomodiamoci sereni e beati su questi comodi divani, rilassiamoci e facciamo quattro chiacchiere. Così è questo piccolo spazio, un momento per chiacchierare – tra noi – di piccoli e grandi problemi, di attualità, politica, cultura, sport… quello che volete. Siamo tra amici. Un buon bicchiere di rhum e quattro chiacchiere. Senza impegno.
Questa sera (perché a qualunque ora leggiate, è sera – altrimenti il rhum ci stona un po’) vi vorrei stuzzicare un po’ su quell’anomalo, ma tuttavia prevedibile fenomeno, già ribattezzato “grillismo”.
E lo so, la politica suscita sempre un certo vespaio, ma correrò il rischio.

Detto tra noi, qualcuno si è sorpreso quando al termine dei vari proclami, V-day e manifestazioni affini, il nuovo moralizzatore, Beppe Grillo, ha sancito la “scesa in campo” (vi ricorda brutte cose, eh!?) del suo movimento? No, per carità, lui non scende in campo! Certifica solamente con un bel timbro di “garanzia” le sue liste!
Certo, l’idea è buona. Niente partiti, cittadini comuni in prima linea, niente pregiudicati (i candidati sono davvero pochini, a questo punto). Ma non vi ricorda qualcosa?
A me personalmente ricorda la prima elezione del dopoguerra (no, non c’ero personalmente…mi sono solo informato!). Nel novembre del ’45, tal Guglielmo Giannini fondava (sull’onda del successo dell’omonimo giornale) il movimento de “L’Uomo Qualunque”. Allora come oggi, la gente era stanca dall’oppressione dei partiti, i quali avevano procurato ogni sorta di guai al nostro Belpaese. Così, questo piccolo movimento, sull’onda del malcontento e della sfiducia verso la classe politica, riuscì ad avere un discreto successo. Almeno per un paio d’anni. Ma già nel ’47 il fenomeno s’era sgonfiato e si avviava al suo termine.

Detto tra noi, non vorrei che tra le varie analogie tra i due movimenti vi fosse anche quella di una prematura scomparsa. Auguriamo a Grillo maggiori successi, ma gli consigliamo altresì di non puntare tutto sul malcontento e la voglia di rinnovamento. Questo, l’abbiamo visto, è un fuoco che dura poco. Per questo ci aspettiamo che dopo il primo indiscutibile successo, il buon Grillo si renda conto che le linee politiche di un paese si tracciano a maggioranza, per cui – al fine di concretizzare i suoi propositi rinnovatori – dovrà sedersi a un tavolo con le altre forze politiche. Ma in quel momento la sua funzione di “rottura” sarà terminata e sarà un movimento politico come gli altri. Avrà fallito? O era questo lo scopo effettivo?
Bah! Ma vedo che avete i bicchieri vuoti… un altro giro di rhum e non ci pensiamo, che è meglio!