Saudade. Così la chiamano i sudamericani. È una specie di malattia, un morbo che t’attanaglia quando sei lontano dalla tua terra; un misto tra nostalgia e rimpianto che rende faticose anche le più semplici attività. Anche oggi, nell’era del Villaggio Globale, questa “malattia” miete numerose vittime, perché il Villaggio è Globale, ma anche virtuale… e una foto, un racconto, uno squarcio caratteristico di Vasto non servirà a “guarire” chi di Vasto è malato, vuoi per lontananza effettiva, vuoi per fame di conoscere, di capire, di vivere la città. Quello che si può fare è creare un luogo di incontro, crocevia di notizie, opinioni, esperienze e speranze che possa – se non saziare – accontentare la voglia di sentirsi parte attiva di una realtà particolare come quella vastese, con le sue qualità e contraddizioni, con le sue bellezze e i suoi problemi… comunque appassionanti.
Attraverso questo spazio, le piccole e grandi storie di Vasto rivivono e s’intersecano in vario modo con proposte e attività di informazione ed intrattenimento. Ricordi e progetti, passato e futuro scivolano senza soluzione di continuità sulla nostra quotidianità; cristallizzare i momenti significativi o quantomeno caratteristici significa anche dare un senso, una direzione allo sviluppo di questa realtà.
Il quadro d’insieme che si evidenzia è quello di uno spaccato sociale dalla storia imponente e dalle potenzialità pressoché illimitate che attraverso queste pagine vuole emergere nei suoi passaggi più significativi e caratteristici, per portare una ventata di “vastesità” tra le grandi strade del Villaggio Globale.
