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'Porta Nuova' sull'attuazione del PRG

Dall’associazione civica Porta Nuova riceviamo il seguente comunicato:

COMUNICATO STAMPA 21 Ottobre ’07

Revisione delle Norme Tecniche di Attuazione.

Per tanti anni abbiamo chiesto invano la revisione delle Norme Tecniche di Attuazione del PRG per la parte concernente il centro storico.
Nell’imminenza della discussione delle nuove Norme Tecniche in Consiglio Comunale, vorremmo aggiungere la nostra alle molte voci che in questi giorni in città su questo tema si sono fatte sentire.

1. Le Norme Tecniche sino ad oggi vigenti consentono nel centro storico di fare pressoché tutto. E un po’ di tutto s’è visto in effetti in questi anni per i vicoli del centro storico: dalle più av-venturose sopraelevazioni, alla distruzione e ricostruzione ab imo di interi edifici, allo stravolgi-mento dei caratteri di intere facciate. Se non è accaduto anche di peggio è perché il degrado del quartiere è stato comunque in questi anni la sua migliore protezione. Se si pensa che questa prote-zione sia adeguata e sufficiente, allora le Norme Tecniche vigenti sono perfette. Altrimenti è chiaro che qualcosa si deve fare.

2. Si deve contemperare l’interesse privato a rendere abitabili e vivibili gli immobili di pro-prietà con l’interesse collettivo alla conservazione dell’identità storica e culturale dei luoghi. Nel lungo periodo i due interessi probabilmente coincidono; ma ciò può non essere nel breve. Questo è il problema. Per fortuna non siamo i primi ad affrontarlo. E’ stato affrontato –e in vario modo risol-to- da oltre un secolo in varie parti del mondo civile. Si può discutere sulla soluzione, ma che questo e non altro sia il problema non sembra possa essere messo ragionevolmente in dubbio.

3. Se così è, allora non pare si possa negare che dei limiti all’iniziativa privata vadano posti. Ma qui bisogna anzitutto sgomberare il campo da un equivoco. Nel mondo civile il grado di tu-tela attribuito ai centri storici non mostra alcuna significativa correlazione con il colore politico de-gli amministratori. Sembra averne, semmai, con il grado di civiltà degli amministrati. Per questo sa-rebbe bene che i partiti si confrontassero quanto più possibile sui contenuti e quanto meno sugli schieramenti.

4. Se dei limiti vanno posti, allora i limiti minimi non sembrano essere molto distanti dalle ri-chieste che negli anni ha avanzato la nostra associazione:
a) La tutela dei tratti originari delle facciate, e in generale del decoro esterno degli edifici;
b) Il divieto di incremento dei volumi, secondo quanto indicato dall’art. 78 della vigente Legge Urbanistica Regionale (LR 12 Aprile 1983, n. 18);
c) L’esclusione, per la zona A1, degli interventi di ristrutturazione edilizia.
Su quest’ultimo punto, che sembra il più controverso, è forse il caso di spendere ancora una parola.

5. Forse non tutti sanno che cosa tecnicamente si intenda per ristrutturazione edilizia. Gli interventi di ristrutturazione edilizia, secondo l’art. 3 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia (D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380), sono “gli interventi rivolti a tra-sformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripri-stino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inse-rimento di nuovi elementi ed impianti. Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria e sa-goma di quello preesistente”. Insomma, come efficacemente riassume una recente sentenza della Corte di Cassazione (Corte di Cassazione Penale Sez. III, 23 gennaio 2007 (cc. 14/12/2006), Sentenza n. 1893) , “la ristrutturazione edilizia non è vincolata al rispetto degli elementi tipolo-gici, formali e strutturali dell’edificio esistente”. Consentire in zona A1 gli interventi di ristruttura-zione edilizia significherebbe continuare a consentire lo stravolgimento dell’identità culturale del centro storico.

6. Ci sembra che le nostre richieste a proposito del centro storico siano state recepite nel testo attualmente in approvazione. Invitiamo dunque tutti i partiti a non stravorgerlo nel corso del Consiglio Comunale.