Riceviamo da “Porta Nuova” il seguente comunicato:
L’APPROVAZIONE DEL NUOVO PRP: ALCUNE CONSIDERAZIONI DI METODO
(14 Novembre)
1. Con l’approvazione del nuovo Piano Regolatore Portuale nel Consiglio Comunale dello scorso 6 Novembre si è consumato un vero e proprio colpo di mano volto a porre i consiglieri di fronte ad una scelta obbligata –e già da tempo presa altrove; e la città di fronte al fatto compiuto.
2. I consiglieri hanno deciso senza conoscere.
– Il Consiglio Comunale è stato convocato con un anticipo di 5 giorni (il 31 Ottobre), 4 dei quali erano festivi. Prima di allora l’amministrazione si è ben guardata dal far passare il PRP in Commissio-ne Urbanistica; alcun “profano”, tantomeno, ha potuto consultare i fascicoli;
– I consiglieri comunali hanno ascoltato esclusivamente le relazioni, di parte, degli ingegneri che hanno redatto il progetto (appartenenti alla MODIMAR, la stessa società che in Abruzzo ha progettato le barriere cementizie anti-erosione);
– La proposta di rinvio della discussione al fine di acquisire maggiori informazioni, formulata dapprima da Porta Nuova, ARCI, Rifondazione Comunista, WWF provinciale, è stata ripresa e votata in aula dai soli consiglieri: Alinovi (UDEUR), Giangiacomo (Forza Italia), Marcello (Comitato Civico), Russi (indipendente), Russo (Alleanza Nazionale), Smargiassi (Rifondazione Comunista). Gli altri hanno votato contro. Vi sono stati 3 astenuti.
3. La città – che pure è probabile sia pregiudizialmente favorevole – di fatto non conosce il significato e le implicazioni di questa operazione, perché nessuno –tra chi sa- le ha mai voluto far conoscere nulla. Il Comune si è impegnato a convocare un’assemblea pubblica a Dicembre… francamente sembra più che altro una presa in giro. Occorreva discutere e conoscere prima, non dopo.
4. La normativa che regola la materia è stata violata consapevolmente. Le “Linee guida per la redazione dei piani regolatori portuali (art. 5 Legge n. 84/1994)”, a cura del Ministero dei Lavori Pubbli-ci, prescrivono: “l’intesa tra il soggetto preposto all’adozione dell’atto di pianificazione portuale ed il Comune” – è la risoluzione approvata in Consiglio Comunale – “è finalizzata a porre in coerenza le previsioni del PRP in formazione con la pianificazione urbanistica comunale, provinciale e regionale […] Nel caso di difformità tra i due strumenti, [ciò] comporta la necessità di apportare modifiche alla proposta di PRP e/o ad adottare le conseguenti varianti ai PRG vigenti”. Le difformità, che pure sono molte ed evidenti, non sono state prese neppure in considerazione.
5. Con ciò il sindaco Lapenna ha disatteso la premessa metodologica contenuta nel suo stesso pro-gramma elettorale: ”Intendiamo adottare un metodo di governo teso al perseguimento della massima condivisione e partecipazione nelle decisioni fondamentali, che comporti il pieno dispiegamento della dialettica politica. Il metodo della ricerca della massima condivisione delle decisioni sarà perseguito anche nei confronti della cittadinanza, al fine di sperimentare nuove ed ulteriori forme di partecipazione di categorie, associazioni e semplici cittadini, rendendo sempre più facile e diretto il rapporto con l’amministrazione comunale. […] L’obiettivo prioritario [è] di rendere partecipi e consapevoli i cittadini delle grandi scelte urbanistiche, a forte impatto ambientale, dell’Amministrazione Comunale”.
6. Si è tentato di presentare la vicenda come uno scontro tra “ambientalisti” e fautori dello “sviluppo”. Niente di più falso. La questione che abbiamo posto è un’altra. Si trattava di sapere se l’attuale amministrazione fosse tenuta, oppure no, al rispetto della legge; se per essa contasse o no qualcosa il proprio programma elettorale; infine se per essa il Consiglio Comunale fosse un organo decisionale, oppure solo ratificante decisioni prese altrove. La risposta data nei fatti a queste domande è stata sin troppo chiara.
La città dovrà ancora attendere molto per avere una classe dirigente degna di questo nome.

