vastesi.com

Questo è l'archivio storico di vastesi.com.

Vasto…non è un paese per vecchi

Dall’Assessore alla Cultura di Vasto riceviamo e pubblichiamo.

Che il mondo giovanile vastese sia in gran fermento, lo si avverte frequentando gli ambienti dove “questo mondo” si ritrova, navigando nei vari siti internet dedicati alla nostra città, dialogando e soprattutto ascoltando. La richiesta da parte di facoltà universitarie, di far svolgere stage formativi ad un numero di studenti (sempre più numeroso) negli uffici comunali, ha portato, poi, una ventata di novità e di idee a chi è predisposto ad ascoltare, a intuire, ad accogliere queste.

Si potrebbe dire, parafrasando il titolo di un film nelle sale in questi giorni:

“Vasto…non è un paese per vecchi”.

Non vorrei essere frainteso e per non essere giudicato criptico, come su un sito locale, dirò che i giovani sono sempre più invogliati a lasciare la nostra città, perché non vedono in questa la possibilità di un “bel” futuro.

Eppure sappiamo che Vasto offre innumerevoli fonti di ricchezza (non parlo solo per i singoli, parlo soprattutto per l’intera società) per questo stiamo lavorando affinché tutti possano trarre vantaggi da queste fonti.

Poiché, però, potrei imbattermi in qualche grande pensatore locale, che dichiarerebbe “non di mia competenza” argomentare su certe materie, mi limiterò all’ambito culturale e, tralasciando momentaneamente i monumenti e le opere d’arte, voglio partire, senza scoprire l’acqua calda, da quella che fu una meteora e che da tempo ne viene richiesto il ritorno, poiché a suo tempo portò al rifiorire delle idee e non solo.

L’Università come fonte di ricchezza

Dal settembre del 2006 il Governo sta provvedendo alla limitazione della proliferazione senza criterio di Atenei, Facoltà e delle cosiddette “Lauree facili” ottenute con il sistema delle convenzioni.

“Sono troppi i corsi di laurea e troppe le facoltà” dichiara il Presidente della Repubblica Napolitano, nel settembre dello stesso anno, definendo il proliferare delle sedi universitarie “qualcosa di preoccupante, da verificare attentamente” a questa dichiarazione è seguita da parte del Ministro Mussi la chiusura di alcune sedi universitarie che conferivano Lauree a dir poco improbabili, una per tutte quella sul “benessere del cane e del gatto”presente a Bari.

Ai corsi di laurea improbabili e al problema delle convenzioni si aggiunge l’eccessivo proliferare delle università telematiche, di cui sono state limitate le istituzioni. Queste ultime sono uno strumento largamente utilizzato da chi è impossibilitato a seguire i corsi accademici, ma allontanano gli studenti dal rapporto diretto con l’ambiente universitario, che da se dovrebbe essere da stimolo per l’apprendimento e la diffusione della cultura.

Pur trovandomi perfettamente d’accordo con quanto detto, nonostante con la Finanziaria del 2006 sia stato fatto divieto di apertura di nuove sedi universitarie in Italia fino alla fine del 2009 si avverte la necessità a Vasto di riaprire al più presto una sede universitaria.

Sarebbe auspicabile la riapertura di una sede distaccata dell’Università di Chieti a Vasto che geograficamente rientra nella area metropolitana.
La sede centrale dell’Università e a Chieti, la distanza tra l’antica Teate e la cittadina costiera e pressoché minima, se si pensa alle distanze che ci sono tra il centro di Roma e le sedi universitarie di Tor Vergata e Roma Tre.

Si potrebbe pensare quindi ad un progetto di decentramento, come avvenuto nell’ultimo decennio in Emilia-Romagna, dove non sono stati costituiti nuovi Atenei, ma è stata decentrata l’Università di Bologna, attraverso il modello Multicampus. Il decentramento contribuisce in modo significativo sia al decongestionamento dell’Ateneo sia alla qualificazione del territorio circostante.

La breve parabola dell’Università a Vasto è ancora ricordata con piacere e rimpianto da chi l’ha vissuta direttamente e indirettamente. E’ quasi superfluo sottolineare come la presenza dell’Università crea movimentazione e diffusione della cultura, producendo arricchimento culturale ed economico. L’Università è fonte di ricchezza, la presenza di una sede universitaria è lo stimolo per la città che la ospita ad espandere il proprio nome oltre i confini locali, il proprio carattere e la capacità di assimilare cultura e civiltà.

L’Università è in grado di stimolare la curiosità dei cittadini verso il mondo esterno.

La presenza di studenti “Fuori sede” e in generale dello studente universitario genera importanti flussi finanziari che vanno ad attivare e sviluppare l’economia locale.

Gli studenti portano il coinvolgimento del settore affitti, dei locali, dei ristoranti delle parrucchiere, dei cinema, senza dimenticare le palestre e tutti quei servizi aggiunti di cui un giovane universitario necessita e che favoriscono lo sviluppo dell’economia locale e perché no del turismo. Le biblioteche, gli Internet Point, anche lo scalo ferroviario troverebbero nuova vita.

Le università assumono sempre più il ruolo di colonna portante per la società moderna, che crede nel potenziale di crescita degli studenti e delle attività che ruotano attorno all’Università. Una società rivolta verso il futuro investe nella formazione e nella ricerca. Senza dimenticare l’alto valore sociale che gli Atenei comportano attraverso la loro insita capacità di coinvolgere gli studenti, di sviluppare l’integrazione sociale e facilitarne l’accesso all’istruzione superiore.

La recente inaugurazione a Vasto del Centro Europeo di Studi rossettiani in collaborazione con l’Università di Chieti, favorisce la documentazione e la ricerca, con il conseguente arrivo di studenti stranieri e ricercatori, può essere lo stimolo e la base necessaria per il ritorno dell’Università a Vasto.

Il contatto con i giovani e i cittadini in genere permette di sapere che ancora oggi molti ricordano il felice periodo dell’università a Vasto, quando i locali erano pieni e le serate non si trascorrevano fischiando agli storni che si rifugiano sui pini di Piazza Rossetti….