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Da Ortona a Vasto, il popolo dei comitati si mobilita

da Primadanoi.it

ABRUZZO. Sono così attaccati alla difesa del loro territorio che da quasi un anno vivono costantemente con un pensiero: «salviamo la nostra terra».
Tra Ortona e Vasto, dove la natura offre alcuni degli scorci più belli d’Abruzzo si muovono ormai senza sosta i comitati spontanei per la salvaguardia di spiagge e vigneti.

Ci sono quelli che dicono no al Centro Oli e quelli che pensano alla corretta perimetrazione della costa Teatina.
Le battaglie vanno avanti e nonostante il momento di stallo (che durerà fino alla fine di dicembre) c’è il rischio di far cadere sulla vicenda il silenzio.
C’è il serio pericolo che il livello d’attenzione cali e che la politica, con un colpo di mano, riesca con poco a mettere fine alle loro speranze.
Il centro oli dell’Eni che potrebbe sorgere ad Ortona cambierà il futuro di tutta la regione e non solo quella del comune teatino.
Ne è sicuro Nino Di Bucchianico del Comitato Natura Verde. «Una volta iniziato questo piano», spiega il rappresentante, «di ridurre l’Abruzzo a regione petrolifera si costruiranno pozzi da Vasto a Martinsicuro arrivando a lambire la Maiella con il rigassificatore e oleodotti».
Per chi non crede a questa versione, il comitato Natura Verde richiama ad esempio la situazione della Basilicata «dove oggi ci sono circa 50 pozzi e 3 centri oli»
Se ciò dovesse accadere «la regione cambierà inevitabilmente aspetto: il mare non sarà più lo stesso», continua Di Bucchianico, «la qualità della vita peggiorerà e avremo danni alla salute, al turismo, ai prodotti enogastronomici».
Il comitato continua così a chiedere aiuto ai politici, «quelli coraggiosi e seri»: sperano ancora che qualcuno si faccia avanti: «dovrebbero immediatamente sospendere tutte le autorizzazioni perché viziate da dati non corretti e incompleti».

A questa protesta si aggiunge anche quella del comitato vastese che porta avanti le sue battaglie anche tramite il blog www.vastesi.com.
E’ sul sito che i cittadini promuovo la discussione attorno al nascente Parco della Costa Teatina.
A breve il consiglio comunale di Vasto dovrà esprimersi sulla perimetrazione.
«Convinti dell’importanza di questa scelta», fanno sapere i portavoce, «auspichiamo un impegno di tutta la società civile che in questa circostanza può far sentire la propria voce per sottolineare l’importanza di un progetto di sviluppo di lungo periodo, svincolato dalle logiche di partito che spesso hanno comportato, sul territorio, contraddizioni inaccettabili».
Un esempio su tutti è la zona di Punta Penna dove convivono industrie a rilevante impatto ambientale, riserve naturali, aree di interesse comunitario (SIC) ed importanti realtà ristorative e recettive.
«Pensiamo che il nostro territorio debba svilupparsi in maniera eco-compatibile», continuano i rappresentanti, «pensiamo che turismo, agricoltura e attività industriali con impianti tecnologicamente avanzati possano contribuire enormemente al benessere economico di tutti».
Per questo motivo chiedono di discutere e formulare assieme alle associazioni vastesi, ai consumatori, agli agricoltori, agli artigiani, ai ristoratori, ai balneatori ed ai commercianti, una linea comune, «per convincere i nostri amministratori dell’importanza del Parco Nazionale e della necessità di approvare l’attuale proposta della Regione che vede in Vasto il comune capofila del parco e che riconosce alla nostra città un enorme valore ambientale, includendo nel parco tutto il territorio compreso tra la rete autostradale ed il mare».