Per ricordarci che le piattaforme, che ci dicono “operano solo per scongiurare future emergenze”, hanno invece già fatto danni (era il 2005), riportiamo l’articolo segnalato dall’amica Fabrizia, del coordinamento per la tutela della costa teatina.
da http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=2047
Petrolio in mare, tanta paura
ma il pericolo è scampato
Rientra l’emergenza sulla piattaforma petrolifera dopo l’incidente di sabato. La chiazza oleosa è stata assorbita quasi del tutto durante le frenetiche operazioni coordinate dalla Capitaneria. E’ stato evitato il peggio, ma in porto restano i timoridi Monica Vignale
Nelle foto i mezzi al lavoro e la chiazza oleosa
Poteva essere un disastro ecologico, ma il peggio è stato scongiurato. L’emergenza al largo di Termoli, dove ieri (sabato 27 agosto) alcune centinaia di litri di petrolio sono finiti in mare, è rientrata. L’ultima domenica di agosto si presenta con un mare all’apparenza pulito, trasparente. A Campomarino sono stati addirittura avvistati i delfini, rassicurante simbolo di qualità ambientale.
Il problema però non è stato eliminato del tutto. La chiazza oleosa, quanto resta dello ’sversamento di idrocarburi’ in acqua dalla piattaforma petrolifera “Rospo Mare”, è arrivata a due miglia dalla costa, all’altezza di Vasto. Ha un colore sbiadito, quasi iridescente. Una consistenza è leggera, come quella di una pellicola. Ma ugualmente è poco rassicurante. Campeggia all’altezza del porto di Vasto, ma se la corrente cambia, presto potrebbe tornare in su e “sconfinare” di nuovo nelle acque molisane. In ogni caso di tratta di un quantitativo minimo. Il grosso della perdita, circa l’80%, è stato assorbito dalle “panne”, barriere galleggianti che riescono a risucchiare il petrolio come spugne.
La Capitaneria di porto con la motovedetta e due unità di supporto (il Med4 e lo Shark) e i mezzi antinquinamento “Favignana” e “Picchio” (il primo di Termoli, l’altro di Ortona) hanno lavorato tutta la notte per limitare il fenomeno di inquinamento ambientale. Il Comandante Luca Sancilio ha coordinato di persona le operazioni intorno alla piattaforma petrolifera della Edison gas, che estrae grezzo per le raffinerie di Genova e della Spagna. E, dopo una notte di lavoro frenetico, è abbastanza sicuro che il pericolo sia scampato. «Si correva un grosso rischio, c’era la possibilità che un congruo quantitativo di petrolio arrivasse a riva. Ma grazie alla tempestività e alla buona gestione dell’emergenza, oggi (domenica 28 agosto, ndr) possiamo stare tranquilli. La chiazza è ridotta al minimo e non costituisce più un allarme. I mezzi inoltre stanno ancora lavorando per emulsionare l’area».
Resta il mistero sulla quantità del petrolio fuoriuscito dalla tubatura che allaccia la piattaforma galleggiante al serbatoio della petroliera “Alba Marina”. Le fonti ufficiali sostengono che si tratti di 200 litri, al massimo 240. Secondo diverse persone che hanno partecipato alle operazioni di pulizia invece potrebbero essere all’incirca 500 litri. In porto si rincorrono voci discordanti, a conferma che è difficile – ormai impossibile – stabilire con precisione a quanto ammonti la perdita del greggio disperso nelle acque molisane.
Sulla paura invece, che ha attanagliato per diverse ore istituzioni, residenti e operatori portuali, non ci sono dubbi. La Capitaneria ci tiene a precisare che lo spiaggiamento del greggio è stato evitato, ma riconosce che l’intervento è stato delicato e che il pericolo era “elevato”. Si è temuto un grave danno per la flora e la fauna ittica, e sono state vissute ore di angoscia per le possibili conseguenze dell’incidente. «Anche perché – suggerisce qualcuno in porto – non si può escludere che possa capitare di nuovo».
Intanto, mentre si tira un sospiro di sollievo generale, i pescatori si preparano a uscire in mare dopo i quindici giorni di fermo biologico decretati dal Ministero delle Politiche Agricole. Stanotte (domenica) i pescherecci della flottiglia termolese potranno di nuovo calare le reti.
(Pubblicato il 28/08/2005)
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