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Sul porto turistico alla Lebba

Da “Un voto pulito per Vasto” riceviamo il testo della lettera contenente le osservazioni al progetto del porto turistico di Vasto.

Alla Direzione Parchi Ambiente e Territorio Regione Abruzzo
Ufficio Valutazioni Ambientali
Via Leonardo Da Vinci 1, 67100 L’Aquila

p.c. Direzione Generale per la Protezione della Natura – MINISTERO DELL’AMBIENTE
Via Cristoforo Colombo, 44 – 00147 Roma

p.c. Assessore all’Ambiente della Regione Abruzzo
Franco CARAMANICO
Via Passolanciano, 75 – 65100 Pescara

Oggetto: Osservazioni sul progetto di realizzazione del porto turistico in località Fosso Lebba a Vasto (progetto sottoposto a valutazione di impatto ambientale presso la Regione Abruzzo).

In riferimento al progetto di realizzazione del porto turistico in Località Fosso Lebba a Vasto, presentato dalla S.c.a.r.l. “Porto Turistico Circolo Nautico di Vasto”, nonché allo studio di impatto ambientale depositato presso la regione Abruzzo in data 11 Aprile 2008 ai fini della valutazione di impatto ambientale, teniamo a far rilevare le fondamentali osservazioni che seguono.
L’area in cui verrà costruito il porto (ci circa 500 posti barca) rientra nel Sito di Interesse Comunitario di Punta Penna (SIC IT7140109), che comprende oltre che una porzione di costa a Sud di Punta Penna anche l’area dell’attuale Riserva Naturale Regionale di Punta Aderci, le due aree risultano separate dal porto di Punta Penna.
Nella sintesi non tecnica dello studio di impatto ambientale citato, non vi è stranamente riferimento alcuno al fatto che l’area in cui verrà realizzato il porto turistico rientra in un sito di interesse comunitario e che quindi esistono dei vincoli imprescindibili di utilizzazione del territorio; non viene quindi data una completa informativa al pubblico ai fini di una appropriata valutazione e partecipazione dello stesso alla procedura di approvazione del progetto. Inoltre il DPR 357/97 (regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativamente alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali) prevede che nel caso in cui sia richiesta la valutazione di impatto ambientale, le due procedure: valutazione di impatto ambientale (quella cui si riferisce il documento sotto osservazione) e valutazione di incidenza ambientale (quella prevista nel caso di siti di interesse comunitario) viaggiano congiuntamente, pertanto non possono essere tenute separate.
Anche ammesso che si proceda ad una integrazione dello studio di impatto ambientale con la cosiddetta Relazione di Incidenza Ambientale di cui al DPR 357/97, appare praticamente impossibile raggiungere gli obiettivi della Legge citata. Infatti la costruzione di un porto turistico all’interno della stretta fascia costiera interessata dal SIC, non tiene conto in nessun modo degli obiettivi di conservazione dell’habitat naturale, visto che chiaramente è prevista l’eliminazione di quest’ultimo.
Vi è inoltre da considerare la superfluità del nuovo porto turistico, visto che il piano di espansione del porto di Vasto presentato dal locale Consorzio di Industrializzazione, recentemente discusso dal Consiglio Comunale, prevede la sistemazione del porto turistico (già esistente) all’interno del porto da ampliare. Pertanto la costruzione del nuovo porto turistico sembra funzionale più che altro ad una futura espansione immobiliare nel retroterra, che a sua volta è in contraddizione con la vocazione industriale di fatto dell’area retrostante.
All’interno dello studio di impatto ambientale viene osservato come la foce del torrente Lebba sia infestata di erbacce e cannucce e soggetta a degrado a causa dello sversamento di acque di scarico del depuratore locale (ma non dovrebbero essere depurate?). In primis vorremmo ricordare come gran parte degli habitat protetti dalla direttiva europea sulla conservazione degli habitat siano in qualche misura degradati, e ciò costituisce il motivo per cui sono protetti dall’ulteriore degrado, in secondo luogo sfugge ai proponenti del progetto la rilevanza della zona in questione ai fini della depurazione naturale delle acque provenienti dal torrente nonchè ai fini della protezione e della riproduzione della fauna. Se inoltre come affermano i proponenti del progetto, l’area in questione non riveste alcun interesse naturalistico, ci chiediamo come mai il Ministero dell’Ambiente ne ha disposto la tutela per conto della Comunità Europea?
Portando alle estreme conseguenze la linea di pensiero implicita in quanto riportato sullo studio di impatto ambientale, ma mano che aumenta il degrado delle aree protette, anziché rinforzarne la protezione si dovrebbe andare verso l’eliminazione delle stesse tramite infrastrutture antropiche.
Alla luce di tali considerazioni esprimiamo la nostra ferma opposizione al progetto di porto turistico presentato e chiediamo agli Enti preposti di tener conto di tali osservazioni, affinché siano prese le deliberazioni più opportune in linea con l’obiettivo delle Leggi preposte alla tutela degli habitat che rischiano di scomparire.

Vasto, 2 Giugno 2008

CLAUDIO ZIMARINO
Per conto del Movimento Politico UN VOTO PULITO PER VASTO
Via S.Antonio Abate 22D – 66054 Vasto (CH)
Telefono 0873363974