Da Arci Vasto riceviamo e pubblichiamo:
Siamo al 15 settembre, data considerata storicamente e culturalmente come fine dell’estate, di solito si fanno i bilanci, a noi non interessa la sterile ed annosa disamina a riguardo dell’1o2% in più o in meno di presenza alberghiera, a noi interessa puntualizzare su come l’estate abbia influito sulla qualità della vita sia dei residenti che dei turisti. L’estate grazie ad una natura e ad un aspetto paesaggistico (nonostante gli innumerevoli scempi) ancora decenti, è stata rigenerante per tutti.
E’ stata rigenerante per tutti quelli che amano il ricreativo attrezzato e la spiaggia libera vedi Vasto Marina, per quelli che amano il ricreativo più tradizionale, vedi la magnifica scogliera, per quelli che amano il ricreativo naturalistico, vedi Punta Penna, Punta D’Erce e Mottagrossa, senza dimenticare la nostra favolosa campagna, il nostro comprensorio gastronomico, la nostra vicinanza
alla montagna, insomma tutti hanno potuto godere a secondo delle proprie attitudini in maniera del tutto naturale, è chiaro che tutto questo godimento produce anche ricchezza e lavoro, ma su questo preferiamo tornarci in un altro momento.
Quello su cui invece vogliamo soffermarci, è il fatto che tutto questo GODIMENTO è fortemente a rischio, per le sciagurate scelte politiche che la nostra classe politica di ambo gli schieramenti vuole prendere sul territorio, la raffineria ENI di Ortona (è vero che l’ANCI e i Vescovi si sono schierati contro, ma noi aspettiamo atti formali, nero su bianco, al momento esiste solo la moratoria regionale fino al 31.12.08), le esplorazioni, le estrazioni e le trivellazioni petrolifere in mare da Pineto a San Salvo, le innumerevoli richieste di esplorazione e trivellazione petrolifere anche sulla terra ferma lungo tutta la dorsale collinare fin dentro la Maiella, il raddoppio del Porto di Vasto (secondo noi a servizio dei progetti petroliferi in atto), l’inceneritore di Cupello, la discarica di rifiuti speciali di Furci, la turbogas di Gissi che dopo due prove di accensione ha già fatto capire cosa succederà in Val Sinello ora che sarà a pieno regime in termini di mutamento del microclima della zona.
Tutte queste sciagurate scelte se attuate, ridurranno al minimo la nostra possibilità di godimento (certamente anche di tipo sessuale, visto le malattie conclamate che questi impianti portano con se).
Noi cittadini dobbiamo preparaci ad una stagione di tanti no, tanti no che si traducono in un grande sì, sì alla vita e al godimento, e se vogliamo anche parlare di sviluppo, possiamo anche lottare per tanti altri sì, sì al Parco Nazionale della costa Teatina, sì alla pista ciclabile e pedonabile Francavilla –San Salvo, si al Parco archeologico di Punta Penna, sì alla Riserva regionale di Casarza, come vedete non siamo affatto il partito del no.
Per concludere vogliamo segnalare la cosa più brutta di quest’estate, sicuramente lo stato di avanzamento delle costruzioni in riva al mare in Contrada Canale, simbolo di una classe politica che non ha certo amato la propria terra, grandi colpe a chi ha reso edificabile quella zona nel PRG a colpi di modifiche del Piano Paesistico, ma colpe anche a chi lo ha ereditato e in maniera passiva non ha minimamente provato a scongiurarlo.In un futuro Parco nazionale ella Costa Teatina tale luogo potrà essere utilizzato come sito da visitare, per far vedere cosa sarebbe stato della nostra costa dopo la dismissione del tracciato ferroviario se non fosse esistito il partito del no o meglio IL COORDINAMENTO PROVINCIALE PER LA TUTELA E LA VALORIZZAZIONE DELLA COSTA TEATINA, noi comunque speriamo sempre che il fenomeno dell’innalzamento delle acque acceleri leggermente il suo processo in modo da ripristinare al più presto lo stato precedente in Contrada Canale inghiottendo quelle orribili costruzioni, chiaramente, siccome siamo per la vita senza gli abitanti dentro.
Vasto 15.09.08 ARCI VASTO
