Giancarlo Spadaccini ci segnala quest’articolo de ‘Il Centro’.
Una svolta morale per l’Abruzzo
di Bruno ForteNel messaggio dei Vescovi dell’Abruzzo e del Molise ispirato al tema della III Giornata per la Salvaguardia del Creato «Una nuova sobrietà per abitare la terra» (datato 25 luglio 2008), ci sono considerazioni puntuali su alcune delle sfide con cui il nostro territorio va confrontandosi, dall’impatto ambientale della ipotizzata costruzione del cosiddetto Centro Oli di Ortona – «attività industriale considerata tra le più inquinanti e devastanti per le risorse naturali del territorio circostante, con conseguenze anche gravissime sulla salute degli abitanti» -, alla sconcertante vicenda della «enorme discarica abusiva di rifiuti tossici nei pressi della falda idrica da cui pesca l’acquedotto che fornisce acqua potabile a 450 mila persone», che ha fatto «arrivare acqua inquinata nelle case di un terzo della popolazione abruzzese, per anni, nonostante le tante autorità competenti sul territorio», alla «grave situazione» circa lo smaltimento dei rifiuti e alla conseguente «massima preoccupazione per la situazione che si sta determinando in assenza di piani di intervento urgenti». L’appello rivolto a tutti è a «rivedere in fretta le nostre abitudini sia dal lato dei consumi, che da quello dell’attenzione allo smaltimento dei rifiuti, impegnandoci a fare e diffondere la raccolta differenziata…», puntando a un «un effettivo cambiamento di mentalità che induca ad adottare stili di vita nuovi, ispirati alla sobrietà.
A quanti sono in prima linea responsabili della cosa pubblica i Vescovi chiedono «trasparenza, chiarezza, legalità, corresponsabilità». E’ a questo punto che cade il riferimento alla «grave situazione venutasi a creare nella regione Abruzzo con i procedimenti giudiziari che hanno coinvolto alcuni dei massimi responsabili del governo regionale». Sono tre le sottolineature del messaggio dei Vescovi che meritano di essere richiamate, anche per la rilevanza che esse avranno in rapporto alla scelta elettorale cui saranno chiamati fra breve gli abruzzesi. In primo luogo i Vescovi esprimono fiducia nell’azione della magistratura. Questo punto è di grande importanza, perché nello scenario inquietante che le cronache dell’inchiesta sembrano delineare, occorre avere un riferimento affidabile, che consenta di sperare in un accertamento pieno della verità e delle responsabilità, ai fini di un cambiamento reale delle situazioni denunciate. Parimenti importante è l’appello a non criminalizzare nessuno, a non esprimere giudizi sommari o affrettati, ad avere la pazienza e la tenacia di chi cerca solo la verità e il bene comune. In secondo luogo, i Vescovi non mancano di sottolineare «come siano tanti gli amministratori onesti e fedeli ai vari livelli della cosa pubblica»: anche questo punto è rilevante, perché l’immagine della regione sconvolta dalla bufera giudiziaria rischia di demonizzare un’intera classe politica e dirigenziale e perfino un intero popolo. Questa deriva va evitata con fermezza. E’ la ragione per cui personalmente e in più sedi pubbliche mi sono fatto paladino dei valori e della qualità della nostra gente, che certo non merita giudizi superficiali e generalizzanti. Come me, tanti altri, non solo fra i pastori della comunità ecclesiale, ma anche fra gli operatori del sociale e i rappresentanti della cultura.
C’è infine una terza sottolineatura del messaggio che mi sembra quanto mai utile anche in vista del prossimo confronto elettorale. Scrivono i Vescovi: «Ci facciamo voce del bisogno forte di moralità che si avverte nella vita sociale e politica, delle preoccupazioni per le ricadute degli eventi in atto, soprattutto sulla situazione dell’assistenza sanitaria, in specie ai più deboli, nonché sullo sviluppo economico della regione, con conseguenze drammatiche sul lavoro e la vita di tante famiglie. Invitiamo tutti ad una mobilitazione morale e spirituale per garantire alla regione un futuro sereno e costruttivo per tutti». Mi pare particolarmente importante riflettere su queste parole: esse tracciano una sorta di «identikit» di chi dovrà essere chiamato a servire il bene comune impegnandosi nell’agone politico regionale. A competenza ed esperienza sui problemi da affrontare, va unito il «surplus» di moralità, di onestà, cioè, disinteresse, sincerità e credibilità, provate dai fatti.
Qui l’appello tocca in modo puntuale quanti saranno chiamati a indicare agli elettori i candidati: c’è da auspicarsi che nelle scelte non prevalgano logiche di potere interne ai partiti, né equilibrismi di interessi egoistici, ma che si imponga su tutto – grazie a un vero e proprio sussulto di eticità – la ricerca del bene comune, l’indicazione di persone affidabili per motivazioni etiche, per impegni di servizio vissuti, per conoscenza dei problemi reali della gente e del territorio, per tensione morale e spirituale. Non sarà facile trovarle? La posta in gioco merita però lo sforzo di cercarle, come quello di gettarsi nella mischia, perché in gioco è il futuro di tutti, specialmente dei nostri ragazzi, dei nostri giovani e delle fasce più deboli del tessuto sociale. Da pastore del mio popolo prego con tutto il cuore perché questa svolta ci sia!
Bruno Forte Arcivescovo di Chieti-Vasto.
