Dall’ARCI riceviamo:
A Vasto manca il verde, se uno vuole passeggiare, generalmente deve prendere la macchina per raggiungere Vasto Marina o Punta Penna, contribuendo così a rendere il traffico ancora più caotico di quello che e’, il verde manca soprattutto a Vasto alta, c’è solo la villa comunale, che diciamocela francamente, nonostante il-restyling è abbastanza bruttina, poco ospitale, alquanto polverosa e con troppo cemento, mancano i prati che di solito rendono i parchi pubblici frequentati, infatti, la villa è poco frequentata.
Eppure, esiste a Vasto un parco urbano, un parco riconsegnato alla cittadinanza da lungo tempo e mai fruito dai cittadini, un parco pagato con denaro pubblico, quindi tasse dei cittadini, e che non è mai stato reso fruibile da nessuno delle amministrazioni che si sono succedute in città, stiamo parlando del PARCO URBANO DI CASARZA, che si trova sotto il parco sportivo delle lame e arriva fino alla statale 16, potrebbe essere un paradiso per gli amanti delle passeggiate, delle mamme con bambini, degli appassionati di footing, per gli anziani, insomma per tutti. Cosa ci vuole a sistemare 30 panchine con tavoli di legno, a realizzare un percorso pedonale visibile, creando un accesso a piedi magari da Via Santa Lucia, attraverso il Fosso dell’Anghella e collegando il tutto attraverso una sopraelevata al vecchio tracciato ferroviario, visto che, a quel che sembra almeno per quanto riguarda il tratto Vignola – Trave da gennaio 2009 potrebbe già diventare pista ciclabile e pedonale.
Non ci sembra affatto una cosa complicata da realizzare, pensiamo che il comune abbia anche le maestranze sufficienti per farlo, visto che circa un anno fa ha giustamente regolarizzato diversi operai stagionali. Coraggio, basterebbe un po’ di buona volontà e attenzione per rendere la vita dei vastesi un po’ più gradevole e salutare, e non si tiri fuori per favore, la storia del “vandalismo giovanile”, purtroppo è un fenomeno che esiste dappertutto, bisogna cercare di prevenirlo con adeguate politiche sociali e giovanili, e quando non vi si riesce contrastarlo con controlli, ma il vandalismo non può diventare l’alibi per la non realizzazione di spazi pubblici verdi da fruire.
