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Accade a pochi chilometri da Vasto

Enrico Gagliano ci segnala “una notizia letta questa mattina a campobasso e che riguarda una cosa che sta a pochi chilometri da Vasto”.

Cronache
La Turbogas è abusiva: chiesto il processo per chi l’autorizzò

La procura di Campobasso ha chiesto il rinvio a giudizio per Iorio, Vitagliano, due dirgenti della Regione e i manager di Sorgenia. Secondo gli inquirenti avrebbero falsificato atti per nascondere i pericoli ambientali derivanti dalla costruzione dell’impianto in quella zona del Nucleo. All’origine delle autorizzazioni alla Centrale una determina falsa che aveva già ottenuto un parere negativo ma che venne riproposta con un tranello burocratico. L’udienza preliminare fissata per il 22 gennaio

Termoli. La Turbogas del Nucleo Industriale di Termoli? Installata grazie a una procedura non solo dubbia, ma addirittura falsa, “in spregio e in danno dei cittadini molisani”. Lo dice il Procuratore della Repubblica di Campobasso Fabio Papa, dal cui ufficio nelle ultime ore sono partite le richieste di rinvio a giudizio per sei indagati. Indagati eccellenti: sull’elenco, anticipato mercoledì 10 dicembre dal quotidiano “Nuovo Molise”, figurano il presidente della Giunta Regionale Michele Iorio e l’attuale assessore alla Programmazione Gianfranco Vitagliano. Non sono gli unici finiti nella rete degli inquirenti, che per mesi hanno cercato di ricostruire, pezzo a pezzo, i complessi passaggi dell’iter autorizzativo della centrale termolese del gruppo De Benedetti. Il Procuratore ha chiesto che siano processati, con le accuse di falso ideologico e falso materiale , nonché abuso d’ufficio in concorso, anche due dirigenti della Regione Molise. Si tratta di Giancarlo Giordano e Francesco Fimiani, rispettivamente responsabile della sezione tutela e igiene ambientale e responsabile del Servizio di Opere Idrauliche e Marittime. E, con loro, i due supermanager della Turbogas: l’amministratore delegato di Energia (oggi Sorgenia) Massimo Orlandi e il direttore dell’impianto Francesco Dini.

Secondo la ricostruzione della Procura di Campobasso, titolare di una delle due inchieste sulla Turbogas (l’altra è quella portata avanti da Larino, che sta per arrivare a un punto di svolta e che oltre alle procedure autorizzative prende in esame presunti casi di corruzione e il pericolo per il territorio), sarebbero stati messi in atto veri e propri “blitz”, violando leggi e regolamenti amministrativi, pur di garantire alla società Energia il nulla osta a installare la centrale all’interno dell’area consortile di Termoli. E non solo: sarebbero stati forniti pareri falsi e non supportati da alcun fatto storico in merito alla sicurezza della location, pur di non mettere a repentaglio il permesso al gruppo Cir De Benedetti. Le pagine che ricostruiscono i fatti, accaduti fra il 2001 e il 2004, tracciano una fotografia inquietante, per quanto stringata, dei metodi attuati «per procurare un ingiusto profitto» all’azienda permettendogli di costruire un impianto che non doveva essere costruito.

Diversi gli episodi presi in considerazione dagli inquirenti. Uno di questi – ed è il più grave – riguarda una delibera di Giunta trasformata irregolarmente in determina «per sbloccare e accelerare l’iter della realizzazione della centrale». Secondo il dottor Papa, che si avvalso dei risultati delle indagini di Polizia Giudiziaria e delle intercettazioni telefoniche, il 27 novembre del 2001, giorno in cui si insedia il Governo di Michele Iorio al posto di quello di Giovanni Di Stasi, si approva una determina dirigenziale che altro non è se non un copia/incolla di una delibera bocciata qualche giorno prima. Quella delibera, predisposta dal dirigente Giordano «di concerto con la società Energia e con Gianfranco Vitagliano, all’epoca vice direttore e capo servizio tecnico gestionale del Consorzio Industriale di Termoli», aveva ottenuto il parere negativo dell’ex assessore all’Ambiente Gino Di Bartolomeo. Il quale, dopo averla letta, aveva sollevato diverse obiezioni e non l’aveva firmata. Ma ecco che accade il “miracolo”: cade Di Stasi, viene eletto Iorio, e nel periodo di vacatio la delibera riappare in forma burocratica diversa e con piccole modifiche, e viene approvata proprio il giorno dell’insediamento della nuova Giunta.

Quell’atto, sostiene il Procuratore, oltre a violare anche lo Statuto Regionale per il quale è il Consiglio (e non la Giunta) competente nella gestione del territorio, «diveniva l’atto fondamentale in base al quale si preparavano successivamente gli altri per il rilascio del parere tecnico positivo della Regione alla realizzazione della centrale». In pratica: all’origine delle autorizzazioni e dei permessi che hanno consentito alla Turbogas di esistere e di entrare in funzione, ci sarebbe un documento falso, che basta da solo a sconfessare la sempre sbandierata regolarità dell’impianto e che racconta un’altra verità, sulla quale sarà il procedimento a decidere: la centrale non si doveva fare, ma si è fatta in forza di un reato compiuto in concorso da Iorio, Vitagliano, Giordano, Orlandi e Dini. L’ex assessore Di Bartolomeo infatti l’aveva fatto presente: «installare la Turbogas in quell’area del Nucleo costituisce un grave pericolo per la vita e la salute». Ma di quelle parole, di quell’avvertimento, non si fa più alcuna menzione pochi giorni dopo, quando incredibilmente la delibera viene approvata e tutto viene spacciato come perfettamente in regola.
Falso ideologico e materiale, dunque, e abuso d’ufficio. Ignorando, peraltro, il parere della Provincia e dei Comuni del Basso Molise, tutti contro l’ipotesi di installazione della centrale. Una centrale che – emerge dall’inchiesta – sarebbe stata avallata da falsi documenti e conflitti d’interessi.

Il più evidente è quello di Gianfranco Vitagliano, vice direttore del Cosib ma nello stesso tempo delegato per conto del Comune di Termoli nel procedimento di verifica della regolarità dell’insediamento. Insieme rappresentante di interessi privati e pubblici, tanto che Dini, ignaro di essere intercettato, parla al telefono di lui come del “papà della centrale”. Ma Vitagliano non è l’unico con duplice ruolo. Anche Giordano, l’uomo che per conto della Regione prepara i documenti che concedono il nulla osta alla Turbogas, viene nominato rappresentante della Regione per le fasi conclusive dell’iter procedurale. E anche lui è molto ben visto dalla società Energia, i cui vertici lo definiscono – sempre al telefono – «il nostro dirigente».

Gli inquirenti di Campobasso sono precisi nell’attribuzione di presunte responsabilità ai personaggi politici molisani. E se – sostengono – Gianfranco Vitagliano diede il consenso durante la fase di Via (valutazione di impatto ambientale) ignorando i problemi relativi alla geografia e alla sicurezza, Michele Iorio addirittura dichiarò cose non vere quando, al ministero all’Ambiente che chiedeva chiarimenti sull’allarme lanciato dal responsabile dell’Autorità di Bacino, rispose alla velocità della luce e senza aprire nessuna istruttoria: “Non esiste alcun rischio di esondazione, gli argini sono adeguati, la diga esercita un effetto regolatore e i canali di bonifica svolgono una eccellente azione drenante».
Le ultime parole famose: pochi mesi più tardi, alla fine del gennaio 2003, è il disastro. L’alluvione che causa una valanga di danni e di pericoli reali nella Valle del Biferno smentisce il Governatore parola per parola. Perché, come si scoprirà, gli argini non hanno funzionato, i canali sono ostruiti, la diga non ha alcun effetto regolatore e l’esondazione non è più una ipotesi ma una verità storica. E non basta. La Procura di Campobasso rafforza il concetto quando ricorda che il Governatore del Molise e il responsabile delle Opere Idrauliche della Regione Fimiani davanti al Consiglio di Stato rilasciarono informazioni«non corrispondenti al vero». E cioè che «non risulta che l’area in cui è previsto l’insediamento della centrale termolettrica sia stata sommersa in occasione dell’evento alluvionale e che non sono stati interessati dall’esondazione gli adiacenti insediamenti industriali della Flexys e della Crompton». A smentire queste dichiarazioni ci sono centinaia di immagini e filmati che dimostrano il contrario. Il risultato: Energia Srl ha ottenuto quello che aveva chiesto «in spregio e in danno dei reali interessi dei cittadini molisani, potenzialmente e seriamente minacciati».

(Pubblicato il 10/12/2008)