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Per fermare la corsa al petrolio

Riceviamo dall’associazione di cultura politica IMPRONTE:

I COMUNI HANNO GLI STRUMENTI PER FERMARE LA CORSA AL PETROLIO. SENTENZA STORICA DEL T.A.R. DI CATANIA.

La notizia è di quelle che lasciano intravedere uno spiraglio di luce in fondo al tunnel della corsa agli idrocarburi che, superata la fase delle promesse elettorali, in Abruzzo non si è mai arrestata.

Il T.A.R. per la Sicilia, Sezione di Catania, con sentenza di merito del 6 novembre 2008, ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Vittoria contro la Regione, la Provincia di Ragusa, l’Ifficio del Genio Civile sempre di Ragusa, l’ARPA, l’ASL 7 di Ragusa e la società Panther Eureka S.r.l., in ordine alle autorizzazioni rilasciate dalla Regione Sicilia alla stessa Società Panther per la ricerca di gas metano e petrolio in una zona, sita in territorio diverso da quello di Vittoria, in cui sono presenti le sorgenti d’acqua che servono alcuni centri siciliani tra cui, per l’appunto, quello di Vittoria.

La concessione rilasciata a suo tempo dalla Regione Sicilia interessa 747 kmq, ben distribuiti tra i Comuni di Avola, Noto, Rosolini, Modica, Vittoria, Ragusa, ecc.

La sentenza del T.A.R. Catania potrebbe essere il miglior deterrente sia contro il dilagare della “trivellite acuta” sia contro la tentazione di alcune Amministrazioni Locali di alzare bandiera bianca di fronte allo strapotere del Ministero per lo Sviluppo Economico, delle Regioni e delle compagnie petrolifere.

Quante volte abbiamo udito infatti qualche Sindaco affermare, in camera caritatis, che alle Conferenze dei Servizi le Amministrazioni Locali non ritengono utile partecipare perché “lì contano come il 2 di coppe a briscola” e che, comunque, le decisioni che contano si prendono altrove e a loro insaputa? Nulla di più sbagliato: alle Conferenze dei Servizi bisogna andarci anche se non si è stati invitati. “Ma come facciamo ad andare alle Conferenze se non sappiamo quando si tengono?” Usando la dovuta intelligenza, appreso dell’esistenza di una qualsiasi istanza (basta consultare il sito web del Ministero per lo Sviluppo Economico), le Amministrazioni Locali possono tenersi costantemente informate.

Ma torniamo alla notizia. In effetti la sentenza del T.A.R. Catania potrebbe essere una specie di salvagente a cui tutti i Comuni ora possono sperare di aggrapparsi. Pensiamo, ad esempio, a quelli di Mosciano Sant’Angelo, Tortoreto, Sant’Omero, Nereto, Corropoli, Torano Nuovo e Controguerra, toccati direttamente dalla concessione Colle dei Nidi, sulla quale si sono già espressi favorevolmente sia lo Stato sia la Regione Abruzzo.

Cosa ha stabilito di così rivoluzionario il T.A.R. Catania che li possa interessare?

Semplice: che in “qualsiasi procedimento amministrativo (e dunque anche in seno ai procedimenti di V.I.A.), l’Amministrazione procedente è tenuta a coinvolgere nel procedimento (Valutazione di Impatto Ambientale compresa) i soggetti portatori di interessi sostanziali relativi all’oggetto del procedimento medesimo”. Per la Concessione “Colle dei Nidi”, i Comuni di Mosciano Sant’Angelo, Tortoreto, Sant’Omero, Nereto, Corropoli, Torano Nuovo e Controguerra sono stati coinvolti nel procedimento amministrativo? Sono stati regolarmente invitati alle Conferenze dei Servizi? Sono stati coinvolti nel procedimento anche gli altri Comuni che, non rientrando nella concessione, potrebbero subire ricadute negative sulla salute pubblica e sull’ambiente (es.: inquinamento della falda idrica sotterranea), causate dalle attività di perforazione ed estrazione?

Qualora anche a una sola di queste domande si dovesse rispondere con un “no”, potremmo ancora considerare la partita della concessione “Colle dei Nidi” ancora tutta da giocare.

f.to IMPRONTE – Giulianova

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