Riceviamo da ARCI Vasto:
Mobilitazione per Gaza 17/01
Alla cortese attenzione dei
Componenti del Consiglio Nazionale
Comitati Regionali e Territoriali
Componenti del Coordinamento InternazionaliCari e care,
le prossime ore sono molto importanti: speriamo tutti che lo spiraglio diplomatico che si è aperto porti davvero alla tregua a Gaza, dove i morti sono ormai più di mille e le distruzioni immani.
Ieri la Presidenza Nazionale ha discusso della situazione a Gaza e dell’iniziativa dell’Arci.
La nostra raccolta di firme ha superato le 4.000 adesioni di organizzazioni, personalità, amministratori e singoli. L’appello continua ad essere utilizzato in tante situazioni locali per costruire eventi unitari e crediamo possa costituire una buona base di lavoro dopo il 17 gennaio.
Sempre ieri si è anche riunito il Direttivo della Tavola della Pace per la preparazione della manifestazione di Assisi, e si susseguono prese di posizione di tante organizzazioni in merito alle due iniziative in programma sabato prossimo a Roma e ad Assisi.
A differenza della maggioranza delle capitali europee, in Italia non si sono create le condizioni per una manifestazione unitaria. Come sappiamo, tanti elementi hanno concorso a questo brutto risultato: la radicalizzazione delle posizioni e gli unilateralismi contrapposti, l’esistenza di schieramenti precostituiti e non dialoganti, la disattenzione generale sulla situazione in Palestina fino al massacro di Gaza, la divisione e l’inadeguatezza della proposta politica.
Noi crediamo che l’obiettivo non sia unificare i due schieramenti che scenderanno in piazza sabato, all’interno dei quali esistono posizioni incompatibili e per noi inaccettabili. Ciò di cui c’è bisogno è di un nuovo movimento per la pace in Medio Oriente, capace di affrontare la situazione con una piattaforma nuova e adeguata ai grandi mutamenti degli ultimi anni sia in Medio Oriente che nel nostro paese. All’antico problema politico si è aggiunta anche un’enorme sfida culturale, per evitare la contrapposizione identitaria e religiosa.
Soprattutto per questo la contrapposizione oggettiva fra le due manifestazioni di sabato ci preoccupa: la manifestazione di Roma convocata da alcune comunità palestinesi vedrà sicuramente una grande presenza araba e musulmana, come è già successo in altre città. E’ importante che non si determini una distanza dalle grandi organizzazioni democratiche, e non consegnare questo fenomeno alle componenti più estremiste.
Per questo abbiamo senza successo cercato di convincere la Tavola della Pace a spostare almeno di un giorno la manifestazione di Assisi, e stiamo facendo pressioni perché la Comunità Palestinese di Roma e del Lazio (promotrice del corteo di Roma) possa prendere parola ad Assisi, e per questo invieremo alla manifestazione di Roma una delegazione, che sfilerà in uno spezzone di corteo con le bandiere della pace a cui parteciperanno anche altre organizzazioni genuinamente pacifiste che si pongono lo stesso problema.
Oltre a noi, esiste un’ampia fetta di pacifismo politico che non si trova a suo agio nella situazione che si è venuta a creare. In queste ore è assai utile che l’Arci prenda parola, che parliamo e scriviamo laddove possibile, per riuscire a offrire un punto di riferimento utile a quanti, dopo sabato prossimo, hanno intenzione di impostare un lavoro e un impegno nuovo capace di spostare una politica così inadeguata, a una società italiana ancora così distratta e alle comunità ebraiche e musulmane ormai così divise.
L’appello promosso da Moni Ovadia e da Ali Rashid, con cui siamo in stretto contatto in questi giorni, offre un ulteriore alto riferimento per un lavoro di più lunga durata, con la sua proposta di costruire un Comitato Nazionale per la pace in Medio Oriente da far vivere anche a livello locale.
Facciamo in modo, dunque, che le divisioni prodotte da altri non generino conflitti né al nostro interno, né nello schieramento unitario di cui ci sentiamo parte. Lavoriamo con serenità in un momento difficile, sapendo che ci sarà molto da ricostruire e che potremmo giocare un ruolo positivo.
Invitiamo comunque ad intensificare lo sforzo per partecipare alla manifestazione di Assisi, che si svolgerà con un’assemblea e un corteo per le vie della città. Fra oggi e domani arriveranno dalla Tavola tutte le indicazioni logistiche. Vi invieremo indicazioni anche sulla nostra collocazione nel corteo di Roma, in modo da poter far lì convergere le presenze Arci che sappiamo ci saranno.
Vi invieremo al più presto anche una scheda informativa più dettagliata a riguardo del REC, l’organizzazione educativa laica che sosteniamo da tempo a Gaza, e a cui destiniamo la nostra raccolta di fondi di emergenza (avete già ricevuto il volantino). L’aiuto umanitario non può essere per nessuno, né per i governi né per la società civile, una foglia di fico dietro cui nascondersi per non prendere impegni politici. Ma le macerie di Gaza sono già altissime, e di tanto aiuto ci sarà bisogno, così come di iniziativa politica e culturale.
Per qualsiasi cosa, non esitate a scrivere e a farvi sentire. Buon lavoro e cari saluti.
Il presidente
Paolo Beni
Presidenza Nazionale ARCI
Via dei Monti di Pietralata, 16 – 00157 Roma
