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ADRIATICO TERAMANO: DOPO LE PIATTAFORME ANCHE LE PALE?
Va subito chiarito che siamo nel campo del verosimile. Quale sia il grado di verosimiglianza lo lasciamo valutare al lettore che vorrà prendere atto di qualche dato che a noi appare alquanto significativo; in particolare:
1. la nuova politica energetica del Governo incentrata sulla formula del 50-25-25: il fabbisogno energetico nazionale dovrà essere coperto per il 50% dalle fonti fossili, per il 25% dal nucleare e per il restante 25% dalle rinnovabili, al momento attestate al di sotto del target;
2. nel settembre 2007 il Governo italiano ha approvato e presentato a Bruxelles un documento (Position Paper) in cui definisce il potenziale tecnico teorico di sfruttamento delle fonti energetiche fino al 2020 (12.000 MW, di cui 2.000 su mare). Sempre nello stesso documento il Governo evidenzia che “le principali questioni riguardano l’accettazione da parte delle comunità locali degli oneri progressivamente crescenti legati all’impatto ambientale derivante dallo sfruttamento di aree sempre più pregiate; la naturale saturazione dei siti con maggiore producibilità. Per queste ragioni è previsto uno sviluppo degli impianti offshore”;
3. secondo stime attendibili in Abruzzo i kmq. di mare utilizzabili per lo sviluppo dell’eolico sarebbero 952;
4. un primo tentativo di realizzare in Adriatico quello che avrebbe dovuto essere il primo parco eolico in Italia -poi arenatosi per la forte opposizione incontrata nelle Regioni Abruzzo e Molise, e per il “no” del Ministero per i Beni Culturali- c’è già stato. Chi non ricorda il parco eolico off-shore proposto dalla società Efferenti, con cinquantaquattro le turbine da installare e torri fino ad 80 metri di altezza sopra il livello del mare, che avrebbe dovuto sorgere in uno specchio acqueo di 25 milioni 527mila e 500 metri quadrati, a 9 km da Termoli e 13 da Vasto, con una distanza minima dalla riva di 4,5 km ed una massima di 8?
I NOSTRI INTERROGATIVI
Fallito il primo tentativo a largo di Termoli e Vasto, chi ci assicura che non ci proveranno una seconda volta, magari più a nord? Se escludiamo la costa teatina, in quale altro luogo dovremmo spalmare i 952 kmq. di mare abruzzese utilizzabili per l’eolico di cui parla il Position Paper approvato dal Governo italiano nel 2007?
f.to IMPRONTE
Allegato:
» Position Paper del governo italiano

