di Don Cesare
Cari amici è tarda notte, non riesco a dormire e mi girano in testa strani pensieri. Da qualche minuto mi viene in mente una “metafora” e invecedi sprecarla, penso sia simpatico proporla a voi, sotto forma di storiella, per conoscere un vostro pensiero in merito.
Ad un cocchiere viene affidata una carrozza. Questa non cammina o procede con grande difficoltà. I passeggeri protestano, il cocchiere frusta i cavalli, ma la carrozza non si muove come dovrebbe. Il cocchiere inverte l’ordine dei cavalli, niente da fare anzi, questi si azzuffano tra loro. Allora superata da poco la metà del viaggio, si decide di fermare la carrozza per controlli, nel frattempo i cavalli sono liberati dalle briglie e sistemati nelle scuderie. I passeggeri protestano, i passanti osservano e ridono. Un vecchietto si avvicina alla carrozza e si accorge che il freno è completamente tirato. Tutto il viaggio condotto in quella maniera aveva anche danneggiato le parti meccaniche e queste andavano riparate o addirittura sostituite.
Tuttavia il viaggio doveva riprendere e non c’era tanto tempo per provvedere alle riparazioni necessarie. Intanto i proprietari della carrozza, continuavano a pretendere dal cocchiere di cambiare i cavalli e di frustarli a dovere. Forse il cocchiere non era tanto convinto di questa operazione, meditava addirittura di lasciare l’incarico, ma chiese comunque a questi proprietari di scegliere tra i cavalli a disposizione quelli da riutilizzare e quelli da sostituire. Il vecchietto pensava e il freno! Avrà pensato al freno?…
Scusate ma finalmente mi è venuto sonno. Se vi fa piacere, mi piacerebbe una vostra riflessione su questa storiella “stupidella”. Soprattutto su cosa rappresentano: la carrozza, il freno e gli ingranaggi.
Buona notte
