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A proposito del Vasto Film Festival 2009

Riceviamo e pubblichiamo

A proposito del Vasto Film Festival 2009

Da qualche giorno è calato il sipario sull’edizione Lapenna-Alinovi del Vasto Film Festival. Nessuno, perciò, mi può accusare di strumentalizzare l’evento (parola forse troppo grossa per la manifestazione del 2009). In ogni caso, mi sembra opportuno fare alcune precisazioni. Non fosse altro perché nelle dichiarazioni del Sindaco, alla presentazione della manifestazione, c’era molto sarcasmo e una eccessiva euforia.

Comincio dall’affidamento, naturalmente senza gara. (Ci penserà Alinovi a fare un esposto alla Procura della Repubblica ed alla Finanza?). Quando a dare gli indirizzi per organizzare l’evento era Nicola Del Prete, la moglie di Truocchio e Del Borrello, dicevano quelli del Lapenna quater, erano persone “già troppo spese”, bisognava cambiare, fare la gara, coinvolgere altri: associazioni, addirittura scuole di cinema, accademie..ecc.

Embè? Eppure mi è parso di rivedere, nei giorni scorsi Angela Truocchio, Edmondo Del Borrello, Stefania Del Casale, gli stessi operatori degli anni passati, le stesse sedie affittate a Napoli, le stesse sale all’aperto inventate da Nicola Del Prete, addirittura lo stesso identico logo (che prima cambiava ogni anno) per presentare graficamente la manifestazione. Di nuovo, insomma, cosa c’era? Già, il filone culturale: cioè il tema fotodell’emigrazione e la presenza del regista Norelli proveniente dagli Usa. Volete sapere quanta gente era interessata a seguire quella che è stata presentata come una vera novità del Festival senza veline? Per non lasciarvi dubbi, vi alleghiamo un paio di foto, così sarà chiaro e visibile il flop della serata. Bisogna, inoltre considerare, che a differenza degli altri anni, a Palazzo D’Avalos non sono state sistemate 800 sedie, ma circa 500.

Il Sindaco, pomposamente, ha dichiarato che il Festival è costato 70 mila euro al posto dei 115 spesi negli anni passati. Perché non c’erano le veline. Se per veline il Sindaco intendeva i vari Claudia Cardinale, Ferzan Ozpetek, Paolo Sorrentino, Alessio Boni, Vincenzo Salemme, Anita Caprioli, Lina Wertmuller, Alessandro Siani, Sergio Rubini, Pierfrancesco Favino, Mario Monicelli, Vasto di veline ne vorrebbe di più, al posto di un fritto e rifritto Michele Placido che, impegnato in quei giorni a Termoli, è stata catapultato all’ultimo istante a Vasto per coprire un buco, quello rappresentato dalla mancanza di ospiti veri, non di “veline”. Ed è evidente che senza ospiti il Festival costa di meno. Anzi, mi chiedo, senza ospiti e con Placido che si è accontentato di un cachet basso, come sono stati spesi i 70 mila euro? Il Sindaco, in virtù della sua trasparenza, fornirà, in conferenza stampa, il dettaglio dei costi con il costo dei relativi incarichi dati. In passato, con Del Prete, il Comune spendeva mediamente 60 mila euro di fondi propri.

Quest’anno il Festival, alla tasche dei cittadini vastesi, costerà 70 mila euro perché da tempo la Regione, che garantiva un contributo dell’ordine dei 60 mila euro, si è tirata fuori.
Di bello questo festival ha avuto l’idea di Nicola Del Prete del Cinema gratis all’aperto nelle sale di corso Italia e largo del Tomolo, il ritorno delle anteprime voluto da Edmondo Del Borrello e la sua proposta di pellicole proiettate e la capacità organizzativa, in poche settimane, di una macchina collaudata rappresentata da Del Borrello, Truocchio moglie e Del Casale. Punto. Per il resto una noiosa passerella dei nuovi simboli della politica nostrana in prima fila che hanno riservato la seconda e la terza fila alle altre autorità locali.
Il problema è che il Sindaco di Vasto più parla più si rende ridicolo.

Vasto, lì 24.8.2009
Nicola Del Prete