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Risposta all'articolo apparso su altri siti sul trabocco a Punta Aderci

Riceviamo da Giancarlo Spadaccini e pubblichiamo.
NDR: Il testo dell’articolo originale è stato scomposto da quello della risposta e riportato in quote.

 

Articolo apparso su Histonium.net a firma Francescopaolo D’Adamo
RIVIVE IL TRABOCCO DI PUNTA D’ERCE: NELLA RISERVA NATURALE L’OPERA DI RECUPERO DI MICHELE FIORE E GIUSEPPE CINQUINA
Finalmente, dopo anni trascorsi tra maltempo, mareggiate e problemi di ogni sorta, torna ad esistere il Trabocco di Punta d’Erce (per me si scrive così). Per l’opera di recupero di questo storico “trabocco”, realizzata dal Signor Michele Fiore e dal Signor Giuseppe Cinquina, è stato ammesso un contributo, da parte della Direzione Territorio Urbanistica, Parchi, Politiche e Gestione dei Bacini Idrici, pari a 13.577,88 Euro. [..]

“Il recupero”… solo agli stolti e a chi non conosce la situazione si può far passare questo “abuso edilizio” commesso all’interno della riserva, come un recupero. Per certo è che la struttura ha un avviso di ripristino della situazione iniziale da parte delle autorità, ma i proprietari stanno cercando di sanarla e se ne fregano. Lo sfruttamento per il bene proprio (quello dei SIGNORI Fiore e Cinquina) a danno del bene comune è come sempre una regola primaria per chi vuole fare affari in barba alle regole.

Il recupero di questo elemento storico, aggiunge al richiamo turistico della riserva naturale, un elemento di curiosità in più. La scelta poi, di realizzare una passerella accessibile anche ai disabili permetterà a gruppi e scolaresche la visita di questo impianto, consentendo visite didattiche guidate.

La scelta è un obbrobrio perché ha privato i cittadini della possibilità di accedere e di vedere lo scoglio di quello che lei chiama erroneamente Punta D’Erce. La passerella è proprio uno degli orrori di quel trabocco e credo anche la parte abusiva che va assolutamente ABBATTUTA. Vorrei far notare che per mettere le decine di pali della passerella i proprietari non hanno avuto scrupolo a rompere gli scogli e colare sui fori un bel po’ di metri cubi di cemento…sempre abusivamente.
Vorreste farci credere che potremo portare i bambini delle scuole sul trabocco a far guida didattica? Lo so che la mamma degli stupidi è sempre incinta ma forse vi state allargando troppo.

Durante queste visite saranno mostrati ai visitatori tutti i gesti e tutte le operazioni atte a far conoscere i metodi e la fatica necessaria, per attivare questo tipo di pesca, che negli anni ha dato da vivere a intere famiglie. Può darsi inoltre, che si potrà dare al visitatore la possibilità di gustare in loco il pescato. Una esperienza da vivere e una idea da incoraggiare.

Che si potrà gustare il pescato è una sacra verità perché questo trabocco diventerà un ristorante di lusso per pochi intimi e dovranno trasportare sulla passerella abusiva per i “disabili” tutto il necessario per cucinare: stoviglie, cibi, bevande, ecc.. alla fine la verità l’avete detta. E’ chiaro che i clienti non potevano arrivare sulla sabbia per salire sul trabocco…e no…si sarebbero sporcate le scarpe.

Ad onor del vero, c’è da dire che qualcuno non ritiene valido, l’intervento umano sul paesaggio, in questo caso la ricostruzione del trabocco, distrutto da una mareggiata negli anni Settanta. Su questo punto di vista però, lascio al visitatore dei luoghi il giudizio.

Francescopaolo D’Adamo

Il trabocco ha il sacrosanto diritto di esistere ma deve essere ricostruito come era in origine. Che la spiaggia ne esca sconfitta e deturpata lo vedono tutti, che non si può più andare sugli scogli senza strisciare sotto la passerella, lo vedono tutti, non occorrono scienziati. Credo che la cosa peggiore, comunque, è constatare che si cerchi di far passare un abuso, un pugno in faccia al bene della gente, un interesse privato che ha dello scandaloso, come un opera meritoria. No cari signori, Vasto avrebbe bisogno della verità un buona volta. E spero che l’ufficio urbanistica del comune o una voce ufficiale, ci faccia sapere se si tratta di un abuso o meno, esca allo scoperto e dica ai vastesi se dovremo abituarci a questo nuovo e aberrante panorama che la passerella del trabocco ci impone.