di Adriano Bologna
La certezza storica è ufficiale, il territorio di Carpineto era esattamente al centro della Repubblica di Histonium retta da due Censori. La scorsa settimana, tornati alla luce, la statua del Dio Esus e la fontana sacra al Dio Beninos, la fontana dell’Osko, la fontana della fertilità a piana Montorio (vicino Carpineto)….
Era l’anno 1100 avanti Cristo, a piana Montorio in una sera d’inverno, i camini dei pagliai, le case della stamma dei Chatten del popolo degli Oski, fumavano. Montenero, maestoso, offriva al villaggio dei guerrieri Chatten, protezione e riparo dal gelido vento dell Est. Il fumo mischiato alla fredda brina del mare di Magon (Histonium) creava una atmosfera che ricordava al vecchio capo Osko la primitiva terra dei Chatten a Nord tra le verdi rive del Lippe e i dolci pendii della Teutoburger Forrest. I bambini Chatten figli dei gloriosi guerrieri, giocavano con le slitte fatte di canna di bambu nella prima neve scesa ad imbianchire i pendii di montenero e montesorbo. Il vecchio capotribù Osko, seduto avanti la propria capanna, scrutava l’orizzonte fumando la sua vecchia pipa, l’odore del papavero bruciato inebriava la sua mente e lo portava lontano nei ricordi, nelle immense praterie della valle dei fiumi, della valle dell’Ems. La notte prima l’ululato delle lupe scese dalla montagna di Pallano, in cerca di cibo, avevano più volte turbato il suo riposo e, di volta in volta, il vecchio capo si era recato sull’uscio della capanna a rincuorare il suo gregge. Da lontano il fiume uat-uat (Sinello) in piena rumoreggiava quasi ad avvisare il vecchio capo che la notte non avrebbe portato bene. La notte che scese fu notte di luna chiara e le ombre create nella fredda atmosfera dell’inverno, facevano presagire nulla di buono. A tarda notte, quando la luna piena fu nascosta da una gelida nube, un branco di lupe, scese dalla montagna di Pallano, spinte dalla fame, attaccarono il gregge addentrandosi, feroci, fin nelle capanne
del villaggio Osko. Il figlio del capo un tenace guerriero…
