Dall’Associazione ‘Amici di Punta Aderci’, riceviamo.
Cava di sabbia a Punta Penna: la relazione del prof. Stoppa conferma i nostri dubbi.
“E’ un dovere di questa associazione verso i propri soci cercare di sapere, con assoluta chiarezza e precisione, quali possano essere le reali conseguenze di una cava di sabbia nelle immediate vicinanze delle Riserva Naturale di Punta Aderci” – afferma Nunzia Salvatorelli, presidente dell’associazione “Amici di Punta Aderci” – “Ed è proprio in quest’ottica” – prosegue – “che è stata organizzata questa conferenza conoscitiva tenuta dal Prof. Stoppa”.
La conferenza, organizzata insieme dalle associazioni Amici di Punta Aderci, Porta Nuova, ARCI, CAI, Legambiente, FARE VERDE, WWF, dal titolo “ASPETTI GEOLOGICI ED AMBIENTALI LEGATI ALLA GESTIONE DELLA COSTA E AL RIPASCIMENTO” che si è tenuta sabato scorso 28 novembre, ha visto la presenza del Prof. Francesco Stoppa, direttore del Dipartimento di Scienza della Terra dell’Università Gabriele D’Annunzio. Durante la sua relazione, il professore ha confermato i dubbi e le perplessità sull’utilità di questo progetto che, lo ricordiamo, servirebbe per prelevare circa 1.000.000 di metri cubi di sabbia dai fondali di Vasto per il ripascimento di altri lidi regionali.
“Continuiamo a dire” – aggiunge la Salvatorelli – “che vogliamo vederci chiaro su questa vicenda e che continueremo ed ascoltare anche altri pareri di professionisti per meglio delineare la questione e non lasciare nulla al caso”.
Infatti l’intervento sui fondali non sembra di bassa portata e le parole del professor Stoppa hanno confermato, dal punto di vista scientifico, le perplessità dei soci e degli amanti di quella zona di mare. Il concetto base del professore è stato che la Natura è “costretta” a cercare sempre un equilibrio perfetto tra tutte le forze che intervengono e, creare in maniera artificiale una “sorta di piccolo canyon” a qualche decina di metri di distanza dalla riva di Punta Penna, costringerebbe il mare a riprendere il materiale sabbioso da altri posti. Su questa precisa domanda: “Potrebbe essere la spiaggia di Punta Penna la restitutrice di questo materiale?”, il professore non ha confermato ma, purtroppo, non ha nemmeno escluso totalmente tale eventualità.
La riserva naturale di Punta Aderci è dal punto di vista dello sviluppo turistico-ambientale una grande risorsa per il nostro territorio, ma anche per tutta la regione Abruzzo. Questa valenza è condivisa sia a livello provinciale che regionale, pertanto è incomprensibile un progetto che possa minacciare un’area di così grande importanza e rilevanza ambientale.
30/11/2009
Roberto De Ficis –Addetto Stampa
