di Adriano Bologna
Le questioni più compromettenti per lui, a cui dovrà rispondere davanti alla nostra storia, per Remo Gaspari, saranno la creazione ai tempi, del fenomeno del clientelismo e l’attuale disinteresse per la nostra zona, rimasta abbandonata, la quale, sebbene non più politico, lui, potrebbe, volendo, influenzare. La seconda accusa che faccio ha origini nel fatto che il Gaspari, ha interesse a dimostrare che, adesso che lui non è più, l’Abruzzo è rimasto fermo. È fine a voler alzare nel tempo, la sua figura. Ma lui dimentica che ai suoi tempi o si andava da lui a fare inchini per avere un lavoro o si facevano con i cartoni le valige. Quelli che avevano le palle quadrate, facevano le valige, quelli nati senza palle si inginocchiavano. Ma chi ha fatto morire poveri Zocaro Giuseppe, Genovesi Alfieri, Lappezzata Palmiro, non vedrà mai la terra promessa.
Per un Vastese vero, deve essere di assoluta priorità cercare di capire il gerarca Nicola Pomilio figlio di Andrea Pomilio. Visto che il figlio Nicola non ha fatto altro che dare una continuazione politica alle idee fasciste del padre Andrea. Ripeto seppur umanamente negativo, vorrei mettere in rilievo, la capacità attraverso la parola quindi attraverso discorsi aggressivi, di trascinare le folli. Il concetto diventa fortemente interessante, se si pensa che ancor oggi un Ciarlatano come Berlusconi, con la stessa metodologia riesce ad ottenere gli stessi risultati di allora dal Pomilio. Agli italiani basta fare un discorso politico e dire le cose che vogliono sentire, cose che danno speranza, anche se infondate, così si viene votati. In effetti l’Italia a livello culturale è rimasta ferma. Per l ivello culturale intendo preparazione sociale economica ai problemi.
Un altro esempio di sfacciata delinquenza in Italia lo compie il Moratti che viene persino osannato da gente senza animo, non pensando che ha determinato l’inquinamento del Niger provocando la morte di migliaia di bambini, deruba gli italiani e sperpera miliardi pagando gente non qualificata, esempio Mourigno, a cui regala milioni, una persona parlatano, il cui compito potrebbe essere svolto molto meglio da un qualsiasi ragazzo italiano che per qualche anno abbia giocato in serie A. In Germania posseggo circa 60 pecore, se io potessi assumerei il Mourigno per stare attento alle mie pecore con la speranza che riuscisse in tale compito. Moratti, se fosse nato povero, è così negligente, che dormirebbe sotto i ponti di via certosa. Sullo stesso livello di Berlusconi è un certo Di Pietro nato dalle nostre parti, che spesso si definisce il salvatore della giustizia e della patria e parla di mettere in galera e di buttare la chiave, ma se io avessi la chiave della cella dove rinchiuderei lui non la butterei, ma me la terrei in tasca, io so perchè.
Tornando al Pomilio, voglio riportare un suo discorso del 21 maggio 1930 a Gissi e sottolineare la sua aggressività e la sua forza di influenzare folle al limite della disperazione, così come fa oggi Berlusconi o come faceva quel fallito di Bertinotti che con la sua “R” moscia era molto più vicino ad un etero sessuale che non ad un uomo che dovrebbe parlare al povero popolo operaio Italiano. Pomilio sulla piazza gremitissima all’inverosimile fece questo discorso usando queste parole: “Ricordare ancora una volta, agli immemori, che il primo formidabile colpo di arresto, alla follia bolscevica, fu inferto all’Aquila nell aprile del 1929. Sì le ferite della prima guerra mondiale erano tutte da sanare, ma a quello a cui ci opponiamo noi fascisti è la mascheratura bolscevica del socialcomunismo italiano. Ora cittadini Gissani questa è la cosa che la Russia, invocata come un paradiso terrestre, come esterna liberatrice di popoli. Quale parola nuova apporta all’imperialismo zarista? In fatto di politica sociale è strano che una razza, che ha avuto, Pisacane e Mazzini, deve guardare come alcune verità che si pretendono rivelate dalla Russia, non sono già che verità consacrate nei testi dei nostri grandi Maestri italiani. Ma noi non promettiamo agli uomini felicità in terra, a differenza del socialcomunismo che pretenderebbe di mascherare la faccia dei mediterranei con la maschera Russa… continua
