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Storia Oska

di Adriano Bologna

L´ultimo ululato della lupa bianca.
Quando i giovani guerrieri Chatten tornarono da Pallano dove avevano sterminato il branco di lupe, il valoroso guerriero figlio del capo Osko morto, morso alla gola dalla lupa bianca, era stato caricato, avvolto nelle pelli, sul suo cavallo e quasi arrivati, presso la capanna del capo, furono presi da grande timore, nessuno voleva essere il primo a dare notizia tanto triste.

Giunti presso la collina della fonte del fico, il cavallo bianco su cui era legato il giovane chatten senza vita, incominciò a battere gli zoccoli sul viottolo che li riportava a casa, temendo per quello che sarebbe successo alla presenza del grande capo.
Arrivati sulla pianura del colle pistillo, a circa trecento piedi dalla capanna del grande capo, questi uscito avanti la sua abitazione e visto il cavallo bianco di suo figlio senza cavaliere, immaginando il peggio, lanciò un urlo di dolore che si senti fino alla capitale Histonium. I giorni che seguirono furono giorni di lutto per lo stato Osko.

Il settimo giorno il giovane guerriero chatten venne sepolto in un posto, sulle falde del colle pistillo, da dove era possibile vedere il mare e la grande montagna della maiella. Al funerale del figlio del capo venne tutta la stamma, persino i componenti da boianum e beneventum come da anxanum ed ortonum.
All`indomani del funerale, il capo che per tutta la notte non aveva dormito, disse al suo suddito di sellare il suo cavallo, di andare nella capanna delle armi, portargli la spada di suo nonno, la più pesante, quella costruita con la fusione dell oro puro e del ferro. Poi ancora di portargli l`arco, quello più duro da stendere con le frecce dalle punte di oro puro, l’oro dei suoi avi l’oro delle miniere di prinzbach.

Salì sul suo cavallo, ma prima di spronarlo alla corsa, disse alla sua donna di prendersi cura della capanna, lui non sarebbe tornato, se non con appeso alla sella del suo cavallo la pelle della lupe bianca.

Il capo cavalcò di gran fretta attraversando il sinello in piena, verso la montagna di pallano, sul vecchio sentiero che da S. Lorenzo portava a Pallano attraverso la valle dei padri, da dove si erano perse l´ultima volta le tracce della lupa… (continua)