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L'archivio storico di vastesi.com

Il tempo dei poveri

di Adriano Bologna

Gli alberi delle campagne attorno al mio borgo erano fioriti, i colori erano bianchi e gialli, sulla ripida stradina che portava al vallone, sulla sinistra c’erano gigli selvaggi sbocciati bianchi e sulla destra, una siepe di rose rosse, quanta povertà, era la fine degli anni cinquanta, a Carpineto le mamme accompagnate dalle proprie fanciulle, con gli stari sulla testa pieni di panni e lenzuola andavano in gruppo, cantando, al vallone a lavare la propria biancheria. Arrivati al vallone, nella località Brione, le donne a seconda della propria biancheria, si assegnavano i posti. L’odore di sapone fatto in casa, gli ibridi di colori e profumi, il rumore dello scorrere del ruscello e il craccare delle rane creava una atmosfera naturale ed ai tempi famigliare. Le donne curvate in avanti in ginocchio, strofinavano la propria biancheria, sul tavolone portato da casa con se. Le mamme che avevano le proprie figlie già all’età per sposare, si consigliavano a vicenda quale giovanotto potesse andare bene per la propria figliola. I fidanzamenti, per la maggior parte venivano decisi dai propri genitori, se ci si amava di nascosto e i genitori non erano d’accordo sul fidanzamento, allora la giovane coppia decideva di “scappare” che consisteva nell’allontanarsi per alcuni giorni da casa, al ritorno i genitori erano costretti ad accettare il nuovo stato di fatto. Se invece c´era da una parte il benestare si usava mandare il “Masciatore” che era una persona molto rispettata in paese che aveva l’incarico di chiedere agli altri genitori se fossero daccordo sul fidanzamento. Inoltre ci metteva “la buona parola”, la dote che aveva la fanciulla, era molto importante ai fini del benestare dei genitori dello sposo. Il giorno che si esponeva la dote, era festa nel nostro piccolo borgo,perchè si andava a vedere la dote, si portava un piccolo regalo, poi c’erano i tarallucci e il vino di casa da bere. Molto spesso si “metteva ballo” così si ballava fino a notte fonda. La musica veniva fatta da qualcuno che sapeva suonare la fisarmonica, i cantanti erano improvvisati, ma cantavano meglio dei professionisti che si sentivano alla radio.