di Adriano Bologna
In una notte piovvigginosa e fredda camminando da solo, senza quasi accorgemene, seguendo un vecchio sentiero degli antichi Oski, entrai in un bosco, nel freddo nord, dove gli alberi sembrano essere tuoi nemici, entrai nello stesso bosco, dove le legioni di Varo persero in modo atroce la loro vita, trucidati dall’ira funesta dei barbari, guidati dal vigliacco Armenius. La pioggia battente sulle foglie degli alberi unita al fischio del freddo vento, mi riportava alla mente, mi faceva rivivere gli ultimi minuti di agonia dei valorosi legionari Romani. Ad un tratto iniziai ad avere paura, fui preso dall angoscia di essermi smarrito, continuai a camminare sul viottolo,facendo molto attenzione a non metter piede nel terreno paludoso a destra e sinistra della stradina. All’improvviso come in un sogno vidi avanti me delle luci rosa, che mi rincuorarono e mi fecero tornare alla mente gli anni verdi e le notti passate nelle affumicate, da joint, discoteche dei paesini del Kinzigtal. Arrivato nelle vicinanze di una bettola immersa nel fondo della foresta,aprii di questa la porta.Come per miracolo ero in Paradiso,quattro fanciulle,dall`aspetto soave mi sorridevano sedute presso il focolare e mi facevano segno di entrare e di sedermi tra le loro dolci forme. Erano le figlie dei Chatten che sognavo da sempre,avevano tutte gli occhi azzurri,i capelli così biondi a sembrar bianchi e il colore della loro pelle era rosa come le rose non ancora sbocciate. Mi inginocchiai tra loro ed una dopo l’altra mi sorrisero, rendendomi felice.
Le quattro figlie dei Chatten,erano tornate insieme per la prima volta, dopo duemila anni. La prima, di nome Irina, era tornata dall Est, dalla Transilvania dove Traiano 2000 anni prima lo aveva deportata, rubandola mentre bagnava le sue dolci forme,nelle verdi acque del romantico rio Ems. La seconda di nome Angie, veniva dalla Danimarca, dove Marbotto Re dei barbari, l’aveva tenuta nascosta per 2000 anni, per preservare la sua dolce arte d’amare, dalle violenti maniere dei legionari romani, assetati di sesso.La terza, Katiuscia veniva dalla Siberia,dove il Re dei Vandali, Makus, l’aveva nascosta per millenni, per proteggerla dall ira dei Friesen, che violentavano le vergini fanciulle dei Chatten pur di mischiare il proprio sangue, alla nobile stamma degli Oski. La quarta, Karina, veniva dal mar nero ed era nata per amare i più grandi avventurieri dell antica Macedonia, era stata nascosta per secoli da Germanikus, che lo aveva portata con se nella Syria per amarla nelle notti di luna piena nell’oasi alle sorgenti dell’Eufrate.
