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Fatterello carpinetano

di Adriano Bologna

Tempesta,uno dei personaggi D.O.C. della storia di Carpineto, usava, alla festa di S.Vincenzo ricevere visita da un suo cugino di Casalanguida. Al pranzo di mezzoggiorno con molta cordialità faceva preparare un sontuoso pranzo da sua moglie, per onorare e soddisfare il palato del cugino che era un buon gustaio della cucina Carpinetana. Dopo un pò di anni, Tempesta si trovò a Casalanguida quasi per caso alla festa di S. Donato e fece visita a suo cugino. Il cugino lo salutò cordialmente, ma disse a Tempesta di essere molto dispiaciuto,perchè doveva andare via e di non poterlo invitare a pranzo.Tempesta accettò le scuse,senza farne un dramma andò in piazza a Casalanguida e mangiò un panino con la mortadella,per sedare la sua fame. La settimana dopo,puntualmente alla festa di S.Vincenzo a Carpineto, Tempesta ebbe di nuovo visita come tutti gli anni,da suo cugino di Casalanguida.

Varcato l uscio della sua casa,Tempesta accolse molto cordialmente suo cugino e dopo aver parlato del più e del meno,disse a sua moglie. “Carmela ,portami il setaccio “.E Carmela “Ma a cosa ti serve il setaccio”.Tempesta un pò arrabbiato, ” Portami il setaccio senza fare domande.”.Carmela che sapeva di non poter contraddire Tempesta, portò il setaccio.Tempesta che era seduto al tavolo esattamente dalla parte opposta di suo cugino, disse a suo cugino,se poteva tenere il setaccio con una mano e tirare dalla sua parte,perchè lui a sua volta avrebbe tirato dalla sua.Il setaccio quindi andava di qua e di la, perchè una volta tirato dal cugino, una volta tirato da Tempesta.Quando il setaccio era andato 2 volte da una parte all altra, Tempesta disse” Setaccio e setaccio come mi hai fatto ti rifaccio.”.
Dopo di che si alzò e disse a suo cugino.” Brutto pezzente, dopo tante volte che ti ho invitato a pranzare a casa mia,a Casalanguida mi hai trattato come un morto di fame, fuori da casa mia e non tornare mai più a farmi visita.”.