di Francescopaolo D’Adamo
Non avrei mai pensato che la faziosità di Bruno Vespa potesse raggiungere il livello toccato nella puntata di Porta a Porta di martedì sera. Dopo aver trasmesso uno spezzone di discorso di Marco Travaglio connesso con l’aggressione a Berlusconi, il noto giornalista abruzzese ha viscidamente evidenziato una frase pronunciata da Travaglio e l’ha ripetuta più volte, in maniera equivoca e con tono di condanna, distraendo così l’ascoltatore dai veri concetti espressi.
Si può ascoltare quella frase al minuto 16,11 della registrazione visibile sul blog di Beppe Grillo o su you tube. Essa recita: “… e chi l’ha detto che non posso augurarmi che il Creatore se lo porti via al più presto”.
Chiunque, anche il più delinquente, il più imbecille, il più grande nemico di Berlusconi, rimarrebbe basito e rimprovererebbe la persona che ha pronunciato una tale frase. Il problema è che questa asserzione è stata estrapolata da un discorso molto più ampio. Per di più questa affermazione è stata solo riproposta da Travaglio, non era nemmeno sua.
Chi ascolta tutta la conversazione si rende conto che quanto asserito dall’editorialista “più amato dagli italiani”, che, tra l’altro, ha anche detto che Di Pietro ha espresso in modo “sgangherato” il proprio pensiero sull’accaduto, va verso tutt’altra direzione, rispetto a quella che, in maniera subdola e ingannatrice, Vespa voleva indirizzare, aizzando i presenti e confondendo i distratti ascoltatori.
Premetto che quel paio di volte che ho personalmente incontrato Marco Travaglio, ho provato una immensa sensazione di antipatia verso questa persona, tuttavia sfido chiunque a non dargli ragione, su quanto dice in questa occasione, aldilà delle sue soggettive “impressioni” sul Presidente del Consiglio Italiano. Invito quindi, coloro che vogliono veramente dare un giudizio su quanto espresso da Travaglio, ad ascoltare l’intero intervento. Così facendo ci si convince ancora di più che lo spettacolo e l’odiens, sono cose diverse dall’informazione.
