di Adriano Bologna
Il Sinello non aveva più acqua,i nostri genitori erano morti,gli alberi erano secchi,le campagne gialle come il deserto,il mare inquinato,le fontane prosciugate,le fanciulle non chiedevano più amore,gli uccelli erano andati via non so dove,il sole bruciava più forte,e le campane avevano perso il suono, all’amicizia non si credeva più. A questo punto decidemmo di usare le nostre ricchezze, tutti i soldi che avevamo accumulati per ricomprare tutto quello che non c era più. Andammo tutti insieme dal miglior Manager e portammo da lui le immense somme da noi in tutti gli anni accumulate. Il Manager rimase di incanto nel vedere tanta moneta, mai nella sua lunga carriera aveva visto tanto oro. Per un attimo rimase a pensare poi ci chiese: “Chi di voi firma il contratto per poter riavere tutto il naturale perso, un giorno per voi insignificante, ed adesso all’improvviso diventato cosi importante?”
Io risposi, senza esitazione, tanto era la ricchezza e tanta la voglia di rivedere gli uccelli. Il Manager scrisse il contratto e quando mi chiese la somma da riportare dissi a lui: “La somma più grande conosciuta dalla nostra matematica”. Il Manager eseguì il mio volere e finito di scivere il contratto chiese con rispetto la mia firma. Dopo aver asciugato l’inchiostro della mia firma, all’improvviso il Manager divenne rosso in viso, quasi ad avere difficoltà ci disse: “Ma io non so chi vende quel che voi desiderate”. A questo punto capimmo che le nostre ricchezze non avevano nessun valore.
