di Pino D’Erme
Con l’approvazione forzata di quel decreto Berlusconi ci ha dimostrato ulteriormente che non ammetterà mai i suoi errori e quelli dei suoi sodali mentre è pronto a evidenziare i “soprusi” degli altri. Lui è un leader ma meglio dire un Capo abituato a perpetrare abusi quotidiani tanto che ci ha proposto un decreto che altro non è se non una furbizia a similitudine delle sue precedenti leggi ad personam e tutto questo può essere definito “abuso di potere” che l’opposizione non è in grado di contrastare ad eccezione di Di Pietro con l’intero IDV.
Era forse la speranza di molti che il Presidente della Repubblica riuscisse a far barriera a tanta tracotanza ma sembra che abbia dovuto sottostare ai desiderata del Capo per il bene comune(!?), rimane però il fatto che il cedimento c’è stato e quindi è inutile propinarci la pseudo giustificazione che finalmente si è data la dimostrazione di una prova di democrazia o di libertà di voto per gli elettori di destra quando ad essi tale facoltà non è stata mai tolta, solo si è evitato, con il proclamare il rispetto delle regole, che gli elettori di DX, per i loro stessi errori ricadessero ulteriormente nei precedenri sbagli, cioè mandare al potere persone inadeguate, indegne ed inopportune e molte volte colluse con la malavita se non con la mafia. E’ bene ricordare che qualche anno fa per fatti simili e forse meno rilevanti di Roma e di Milano in occasione delle votazioni amministrative in Molise non furono ammesse alcune liste della sinistra e nessuno si permise di sollevare il problema e tantomeno di chiedere un decreto esplicativo in merito.
Forse è opportuno ricordare che l’onesto Prodi spesso è stato presentato dal clan del PDL come il presidente delle tasse e dal resto della compagnia come l’immagine della mortadella con aggiunta ad ogni occasione di vari e pesanti epiteti nonostante il tanto decantato partito dell’amore predicasse tutt’altri valori, a detta del sommo Capo e frequentemente ripetuti dai soliti accoliti.
