di Adriano Bologna
Quando il sole sorse per la terza volta dalla grande riunione, 3oo guerrieri Mesopotami più Agron si diressero nella pianura del Sannio, nei pressi di un posto dove l’acqua gorgoglia ed emana un bruttissimo odore, presso l’attuale Telese terme, i Lucani attaccarono i Mesopotami.
Agron era salito da solo su una collina sovrastante. Il suo arco era micidiale, alla distanza di trecento piedi colpiva inesorabile i guerrieri Lucani al petto. Nel giro di alcuni minuti la stamma dei Lucani venne decimata dall’avido arco di Agron. Quando le sue frecce partivano dall’arco teso al non più, emettevano un fischio tanto era la potenza d’urto nell’aria che trafiggevano.
Agron continuava a colpire inesorabilmente, i Lucani vedendo tanti guerrieri caduti tra le proprie file senza riuscire a capire da dove venissero le frecce, in breve tempo si arresero, sottomettendosi ai Mesopotami.
Una parte di loro fuggi in ritirata dirigendosi a cavallo verso le montagne circostanti. Agron vedendoli passare avanti a se li avrebbe potuto colpire, ma non lo fece ne ebbe pietà, tra l’altro non voleva mettere contro se stesso
anche gli Dei dei Lucani.
Dopo la vittoria, i Mesopotami fecero in ginocchiare tutti i prigionieri lucani e questi erano costretti a passare inginocchiati sotto le lance incrociate dei mesopotami. A questo punto Agron, sceso di nuovo dalla collina, si rivolse al capo Mesopotamo, non approvando tale umiliazione disse: “Il nemico si può combattere e sconfiggere, ma mai umiliare, perchè tutti gli uomini hanno un Dio che li protegge, umiliando un guerriero, offendi un Dio.”
All’indomani della vittoria sui lucani, Agron si svegliò di buon ora e accompagnato dal guerriero Mesopotamo, si diresse verso le sorgenti del Trigno. Arrivati in un posto dove con il cavallo non si poteva più andare, legati i cavalli sotto un albero, continuarono a piedi la marcia. Ma dopo alcuni minuti udirono i cavalli scalpitare e gridare di dolore, erano stati attaccati dal branco di lupe e la scena che si presentava agli occhi dei due guerrieri era straziante. Usciti fuori dal bosco seguendo le tracce delle lupe, il branco si vedeva ancora, Agron che aveva imbracciato già il suo arco, incominciò a colpire. Una dopo l’altra, colpiva le lupe, sebbene la distanza fosse notevole, inesorabilmente, ed una alla volta, le lupe, colpite al cuore, rotolavano giù per la scarpata senza più vita.
