Sabato 27 dicembre:
– ore 19.00 DEGUSTAZIONE “COUS COUS” in compagnia dell’ASSOCIAZIONE ADRIATICA IMMIGRATI presso BOTTEGA DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE “MONDO ALEGRE” ( di fronte Teatro Rossetti);
– ore 21.00 TEATRO ROSSETTI Corso Plebiscito – INGRESSO LIBERO
SPETTACOLO DI MUSICA ARABA a cura dell’ensamble musicale arabo “SANNIN”
(Libano, Marocco, Egitto, Palestina)
Makhoul Ghazi – liuto arabo e canto
Ahmad Bassiouny – percussioni
Eid Fadi – tastiera araba
Mouih Dris – darbouka e duff
L’Ensemble, coordinato dal cantante e liutista libanese Ghazi Makhoul, è costituito da musicisti provenienti da diversi paesi del mondo arabo (Libano, Egitto, Marocco, Palestina) che vantano una formazione di tipo classico appresa nei migliori conservatori dei loro paesi d’origine e che anche in Italia collaborano con diverse prestigiose formazioni nel panorama della musica araba ed in generale della musica etnica.
Il loro repertorio, eseguito con strumenti tipici arabi , secondo la più pura tradizione araba, spazia dai brani più classici, destinati all’ascolto, (samai, tahmila, longa, muwashah) a quelli di matrice più popolare, e di intrattenimento, senza tuttavia perdere, anche in quest’ultimo caso, in raffinatezza e qualità di esecuzione. Comprende tutti i generi musicali dell’area del mediterraneo, libano Siria, Irak e Palestina, Tunisia Marocco, Algeria e tutti i paesi del mediterraneo, visto che la cultura musicale araba e’ stata tante volte influenzata da altre culture come la cultura turca, persiana, greca, e questo si sente evidente nei modi (maqam) usati nella musica araba, sappiamo anche l’influenza della cultura araba su quella del sud della Spagna (l’Andalusia).
Nell’equilibrio dello spettacolo importanza fondamentale viene ad assumere il Canto,che lo arricchisce costituendone una parte fondamentale.
Lo spettacolo risulta così essere una miscela di colori e suoni mediterranei particolarmente suggestiva e di indubbio rigore culturale che presenta la musica araba nelle sue molteplici espressioni unendo a forme della pura tradizione medio- orientale quelle che si sono propagate in diverse aree geografiche giungendo fino all’Andalusia durante il periodo più fiorente della civiltà araba.
La formazione per questa occasione è di quattro musicisti (liuto, tastiera araba, darabuka e percussioni arabe)
Domenica 28 dicembre:
ore 21.00 POLITEAMA RUZZI Corso Italia INGRESSO euro 10.00
“KING” NAAT VELIOV & THE ORIGINAL KOCHANI ORKESTAR (Macedonia)
Naat Veliov – tromba
Orhan Veliov – tromba
Elsan Ismailov – sassofono, clarinetto
Ali Memedovski – darbouka
Dalkran Asmetov – tuba baritono
Hikmet Veliov – basso tuba
Redzaim Juseinov – percussioni
Si parla spesso dei musicisti gitani come dei semplici virtuosi dell’imitazione: grande orecchio, grande tecnica, stop. In realtà nell’irrequieta cultura musicale tzigana, alla fase dell’assorbimento di una cultura “ospite” segue sempre un momento di pura, vertiginosa creazione. Per questo motivo la scia di ottoni, sassofoni e clarini lasciata nell’attuale Macedonia dalle bande dell’esercito ottomano, sostituendo già nel secolo scorso i tradizionali oboi, nelle mani dei Rom ha generato una specialità tutta tzigana: la brass band balcanica.
Nella regione Balcanica, le bande costituite sul modello della fanfara sono soprattutto specialità tzigane. Dalla Serbia occidentale alla Macedonia, gli tzigani modificano con grande immaginazione il ruolo delle bande tradizionali. Queste bande musicali sono state create nel corso del 19.mo secolo su imitazione delle bande dell’esercito ottomano che sostituirono, dal 1928, le bande “Mehterhanes” dei giannizzeri turchi. Con tutta probabilità essi hanno preso il posto dei vecchi esempi tradizionali degli oboi(zurla o mizmar) e delle grancasse.
A Kocani, una città della nuova Repubblica di Macedonia, la muisca tzigana di banda viene chiamata Romska Orientala Musika. Nella Macedonia, la maggior parte degli tzigani sono mussulmani, i musicisti suonano sia per la loro stessa gente che per i gadjes, i non gitani. Essi hanno assorbito moltissimi stili con cui giocano costantemente tenendo comunque, anche nelle loro bande, la nozione orientale del contenuto e della linea melodica, adottate in precedenza dai suonatori di oboe che utilizzavano tecniche di respirazione continua e circolare.
Le introduzioni lente e improvvisate, sprovviste di battute, sono chiamate con il termine turco di “tadzim” o “trapeza” nella lingua macedone, le arie romantiche sono indicate in vari modi: “gazel” dal turco, “sevdak” o “sevdalinka” in macedone e serbo, termini anch’essi derivanti dal turco “sevda” che significa passione e amore. Queste “sevda”, squisitamente orientali, che sono state abbellite nelle aree urbane, hanno mantenuto l’intervallo di seconda aumentato, tipico della musica orientale. Gli stili sono quindi costantemente frammischiati, che siano essi turska (turchi), romski (gitani), bylgarska (bulgari), rumunski (rumeni) o srpsko (serbi). Oltre a queste influenze regionli, è posibile risalire all’ispirazione orientale degli tzigani fino alle radici della stessa poiché alcune melodie sono state importate dall’India. La maggior parte dei ritmi usati nei brani strumentali si basano su motivi di danze tradizionali chiamate “cocek”, nel caso di danze femminili, oppure “oro” per le danze collettive in circolo. Anche in questo caso le formule ritmiche sono tratte da fonti d’ispirazione antiche e moderne fino ad arrivare alla rumba ed alla salsa orientali.
La Kocani propone un’interpretazione originale dei brani tradizionali, ma, grazie agli arrangiamenti del suo capo orchestra Naat Veliov, introduce anche degli elementi di modernità, fino ad eseguire nei suoi concerti delle cover “tzigane” di brani di Bob Dylan e Cheb Khaled.
Una girandola di timbri, accenti, colori, che esalta il ricco mosaico di ritmi e melodie meticce nate da queste parti dalla combinazione di Oriente ed Occidente. Musica sincera, sempre un po’ alticcia, struggente e travolgente a seconda delle occasioni, ricca di ritmi pirotecnici, carica di colori e di forti contrasti, e suonata con l’intensità (con creatività esecutiva, per uno spartito in continua trasformazione, come è tipico della cultura musicale piu’ “orale” che “scritta”) propria di qualunque esperienza gitana.
Questo genere musicale è stato portato alla ribalta internazionale dal film Underground del regista di Sarajevo Emir Kusturica, la cui colonna sonora, scritta e arrangiata da Goran Bregovic, è quasi interamente dedicata al repertorio delle brass band balcaniche. C’è però da chiarire che la Kocani Orkestar non è la fanfara di Undergorund, e che con Bregovic non ci sono stati e non ci saranno progetti comuni.
Sono comunque altre e numerose le collaborazioni che la Kocani Orkestar ha sviluppato: ha composto la colonna sonora di un documentario belga sugli tzigani mussulmani di Macedonia, ed in particolare sul fenomeno dervisci; ha partecipato alla messa in scena di Antigona di B.Brecht della compagnia Transteatro ed ha arrangiato ed eseguito tre brani di Vinicio Capossela nell’album “Live in Volvo”. Ha recentemente collaborato con Paolo Rossi, Roy Paci, Modena City Ramblers e Luca Bassanes.
Nell’autunno 1999 Naat Veliov ha allontanato e quindi rimpiazzato due componenti della sua band, ed ha cambiato il nome della sua fanfara in quello attuale “King” Naat Veliov & Original Kocani Orkestar, per distinguere il suo organico da un nuovo ensemble formato dai due musicisti fuoriusciti che hanno continuato ad usare il nome originale di Kocani Orkestar, creando inopportuna confusione nel mercato discografico e concertistico internazionale.
Dopo un breve periodo di smarrimento e ripensamento artistico, Naat Veliov ha ripreso l’attività a pieno ritmo calcando nuovamente le scene internazionali, con rinnovato vigore e crescente interesse da parte di pubblico e critica.
A questa formazione si deve l’ultimo album ”Gypsy Folies” realizzato dalla Verlag Plane in Germania e distribuito in Italia dai tipi della Felmay.
Il gruppo ha partecipato al nuovo Cd dei Modena City Ramblers “Dopo il lungo inverno” uscito e fine 2006 suonando nella canzone “Western Union” con favorevolissime recensioni da parte di tutta la stampa in particolare proprio per questo brano.
A fine 2007 Naat Veliov è stato insignito dal Governo macedone del titolo di “rappresentante della cultura macedone nel mondo” con la sua Kocani Orkestar ed invitato dal 29 ottobre al 2 novembre 2008 a Washington per una serie di incontri e concerti organizzati dall’ambasciata macedone in America presso il World Cultural Centre ed a New Orleans.
INFORMAZIONI e PREVENDITE PRESSO BOTTEGA DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE “ MONDO ALEGRE “ CORSO PLEBISCITO, 77 – VASTO (di fronte Teatro Rossetti)
tel. 0873 378493 – 333 6870029 – www.arcivasto.it – arcivasto@micso.net
